Il senso di una fine

È qualcosa che succede a tutti, prima o poi: trovarsi, magari in età avanzata o nel mezzo del cammino, a ricordare episodi del passato, anche lontano di decenni, trasformandone con la memoria le cause, deformando i comportamenti propri e degli altri. Spesso lo si fa per autoassolversi da qualcosa che ancora pesa sulla coscienza, un buon modo per liberarsi dei sensi di colpa. 

Trovarsi ad affrontare l’altra metà della storia (cioè come sono andate davvero le cose, al di là dei ricordi distorti dagli anni) è più o meno quello che succede al protagonista, Tony, un anziano signore, divorziato ed in pensione; abita a Londra, da solo, e si occupa del suo negozietto di riparazioni di vecchie macchine fotografiche di marca Leica. Già solo Leica. Perché sono il filo di Arianna che lo tiene legato agli anni del liceo, alla sua prima ragazza, Veronica, che gliene aveva regalato una.

Lei (interpretata da Charlotte Rampling) ritorna dal passato, perché custode di un vecchio diario destinato a Tony in eredità. Il film si snoda attraverso flash back di presente e passato: con questo metodo e attraverso il racconto che Tony fa, a mo’ di confessione, alla ex moglie, gli spettatori capiscono un po’ per volta cosa sia successo veramente, quasi mezzo secolo prima, al di là delle interpretazioni e del caleidoscopio della mente del narratore. Si crea anche la suspense nel racconto, quando si capisce che le apparenze non corrispondono alla realtà, a ciò che davvero è accaduto.

La cosa che mi è piaciuta di più: il rapporto tra il protagonista e l’energetica ex moglie. Si erano lasciati per un tradimento, ma hanno continuato non solo a volersi bene ma, nonostante tutto ed a menti fredde, a fidarsi l’uno dell’altra. Divertente il modo scettico e ironico con cui lei ascolta le sue deviazioni dei ricordi. Sarebbe bello che accadesse così, invece di odiarsi e scambiarsi rancori. Un’ultima cosa, per gli amanti della lettura. Il film è tratto da un libro, che forse è ancora più bello.

Il romanzo breve “Il senso di una fine”, vincitore nel 2011 del prestigioso Booker Prize e scritto da uno degli autori inglesi contemporanei più importanti, Julian Barnes.

3 pensieri riguardo “Il senso di una fine”

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