La ragazza nella nebbia

Allora: alcune cose da sapere su questo film. La prima è che bisogna fare di tutto per non perderlo (circa un milione di cinefili ha già evitato il rischio); la seconda, che si tratta di un (non comune) caso di giallo scritto e diretto dallo stesso autore. Donato Carrisi, notissimo per i suoi romanzi, ma esordiente come regista. Poi che tra gli interpreti ci sono due grandi attori: Toni Servillo e Alessio Boni. A tacere di Jean Reno e Greta Scacchi. 

Chi seguirà il mio consiglio (spero di essermi guadagnata un po’ di fiducia da parte vostra) potrà immergersi nella nebbia di luoghi che raramente fanno da scenario al cinema, anche italiano: la Val di Fassa, il lago di Carezza, i paesi ai piedi del Latemar, vicino a Vigo di Fassa. Insomma, ci sono sufficienti elementi per suscitare il vostro interesse.

La storia poi è di pura suspense, ruota intorno ad un fatto inquietante, la scomparsa di una ragazza, mentre si recava in chiesa, nel breve tratto che la separava da casa. Tanto più in un villaggio montano di quattro anime, dove tutti si conoscono e moltissimi aderiscono ad un gruppo di cattolici fanatici (compresi i genitori della giovane sparita nel nulla). Per cercare di dipanare il mistero, irrompe da fuori, dalla città, un investigatore blasonato, noto per avere affrontato in passato il caso del “mutilatore”.

Lui è Vogel, un Servillo che dà moltissimo di sé al suo personaggio. Con naturale eleganza, è capace di manipolare i media e di conseguenza ciò che pensa la gente, su chi concentrare i sospetti, chi è la vittima e chi il carnefice. Solo alla fine capirete quanto questa caratteristica del poliziotto creato da Carrisi è il fulcro della storia e dei suoi esiti. Ingrediente di base, insieme al senso di fallimento esistenziale che alimenta l’insoddisfazione del professore interpretato da Boni.

Questo non è un giallo “normale”: l’autore va a fondo della mente di chi si mette dalla parte del male; ci fa capire tutto, lentamente. Lo fa senza fronzoli e senza scuse, anche con scene durissime (non splatter, ma certamente un pugno nello stomaco). Tutto è estremamente umano, azioni e reazioni. Ascoltate con attenzione le lezioni di letteratura del prof. Martini e non sottovalutate nulla dei dialoghi del film. Il regista è lo scrittore e con le parole ci sa davvero fare.

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