Perfetti sconosciuti

Riderete moltissimo, soprattutto nella prima parte di questa “commedia” meritatamente premiata dal pubblico, che da quando è uscita la fa primeggiare al botteghino, anche su Tarantino. Ma le risate, lentamente, con un climax discendente verso il “dramma”, si trasformeranno in uno sguardo serio e riflessivo sulla rappresentazione della vera verità senza sconti con cui il regista racconta le coppie sposate protagoniste della (apparentemente) innocua cena tra vecchi amici.

Avrete già letto di che si tratta: cosa succederebbe se, per qualche ora, si condividessero i contenuti del proprio cellulare, incluse le telefonate, da ascoltare in viva voce (senza ovviamente avvertire l’interlocutore)? Ogni messaggio letto urbi ed orbi. Il nostro cellulare: la scatola nera della nostra vita, così viene definito da Eva (Kasia Smutniak), che propone, imprudentemente, quel gioco dal quale ciascuno uscirà davvero come un “perfetto sconosciuto”.

In poche ore, poche parole scritte o dette (pubblicamente) attraverso gli smartphone squarciano il velo dei rapporti portati avanti per varie ragioni (i figli, la famiglia, i genitori, l’affetto, il senso di protezione, le convenzioni, l’abitudine, la comodità). Il “gioco” diventa un terremoto rovinoso per quelle coppie solo apparentemente ben puntellate; la verità, la semplice pura verità (con evidenza mai detta prima) è un cataclisma per i tre matrimoni e dovrete impegnarvi per capire chi di tutte quelle persone viveva in modo autentico con l’”altro”.

Bisogna imparare a lasciarsi. Questo, già nella fase drammatica del film (dove però le battute continuano a divertire il pubblico anche quando il gioco si fa duro) dice Carlotta, di fronte alle rivelazioni dell’iPhone.

Difficile dire chi sia il più bravo di questi eccezionali attori. Dovendo scegliere vi direi Giallini, che forse è anche il più puro e capace di affrontare il terremoto. Aspettate i titoli di coda perché c’è il bel singolo della Mannoia, scritto per il film. Lo sconsiglio a chi sa di trovarsi in questa situazione: potrebbe fare venire in mente pericolosi desideri di imitazione…

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