Atomica bionda

Se il titolo è ispirato ad uno dei pezzi della colonna sonora (Atomic di Blondie), ma anche, evidentemente, all’incredibile potenza della protagonista, la spy story è ambientata nel 1989 a Berlino, pochi giorni prima della caduta del muro. In un contesto di isteria collettiva, quello che precede uno degli eventi più importanti del secolo scorso. 

Isteria che passa dalle folle che protestano e pretendono la libertà di oltrepassare il confine blindato della cortina di ferro alle moltissime spie che infestano la capitale tedesca, a est e ovest. Spie di cui è impossibile capire a chi siano davvero fedeli, a quale servizio segreto rispondano, con chi stiano facendo patti sottobanco per interessi solo personali (la propria vita, la propria libertà, oppure molti soldi).

Charlize Theron interpreta il ruolo della super spia (inglese?…) con la missione speciale di recuperare una preziosa lista di nomi di suoi “colleghi” traditori. Insomma, una bomba ad orologeria, capace di prolungare la guerra fredda di quarant’anni ancora. Incredibile sapere che l’attrice e comproduttrice non abbia voluto né nei fatti avuto una controfigura. Il racconto infatti è infarcito di pestaggi davvero esagerati, al limite del videogame (per molto meno qualsiasi essere umano ci resterebbe secco). Però a quanto pare lei ha fatto tutto da sola: si è addirittura rotta due denti in uno scambio di ceffoni. D’altronde, il regista l’aveva avvertita: sarebbero stati tutti veri, niente scherzi. Se si tratta di una notizia vera, tanto di cappello alla bellissima ed atomica bionda che mostra una perizia incredibile anche per le arti marziali e le dà di santa ragione a tutti, e sono tutti uomini! (un sottile piacere animerà le spettatrici: altro che #PinkOnStage, qui il rosa stravince e ci piace, anche se l’aspetto irrealistico della pellicola sta proprio negli scontri corpo a corpo).

Bella l’ambientazione cupa con molte scene girate a Berlino ma anche (come quella in metropolitana) a Budapest, città ancora oggi adatta a rappresentare un luogo immerso nel grigiore austero della guerra fredda. Se siete affascinati da quel periodo storico (come me), non vi sfuggiranno i particolari: le Trabant, il cinema degli anni 50 di Alexander Platz, gli hotel ed i locali lussuosi delle spie. Un mondo perduto, estremo, ispiratore di romanzi e cinema. Vi immergerete, nei centoventi minuti di drammi assurdi e ripetitivi, in una colonna sonora che, da sola, vale il biglietto. 35 brani potentissimi, alcuni remixati in chiave più attuale, che ascoltati con un buon dolby surround incideranno sui battiti cardiaci come quando rincontrate dopo tanto tempo il vostro innamorato.

Se non lo avete visto questa estate, recuperatelo in dvd e cercate su Spotify la colonna sonora.

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