Terapia di coppia per amanti

Esco dalla sala con la sensazione di un tentativo poco riuscito, di una commedia brillante rimasta in superficie, nonostante il solido testo di partenza, l’omonimo libro di Diego De Silva (peraltro co-sceneggiatore del film) regali alla pellicola di Federici le battute fulminanti che i lettori ben conoscono e apprezzano.

“Il dibattito dopo la trombata è una cattiveria” dice Modesto Fracasso (interpretato da Pietro Sermonti, del quale non riesco a togliermi l’immagine da fiction per famiglie da Rai1) a Viviana, la sua amante (Ambra Angiolini, misurata nel ruolo, senza cadere in stereotipi ansiogeni stile Margherita Buy). La battuta di Modesto (ne dirà molte altre) sul lettone della stanza d’albergo cela la sua contrarietà a sottoporsi ad una terapia di coppia, voluta invece fermamente da lei “per capire se siamo o meno una coppia” e se potranno avere un futuro non clandestino. D’altra parte, oggi la psicoterapia is the new black, si sa, è la cura miracolosa e modaiola dell’anima. E dunque Viviana non sfugge al rimedio trendy. Insiste e l’ha vinta.

Non vi svelo cosa succede nel percorso della terapia, dico però che dello psicoterapeuta mi sono innamorata subito, appena ho intravisto gli occhiali tondi sul viso di Sergio Rubini. Il suo è un analista fragile e malinconico, che soffre per amore, paradossalmente vittima anch’egli della sua fidanzata-amante. Altro personaggio adorabile e ben interpretato è il padre donnaiolo di Modesto (Franco Branciaroli) che regala al figlio perle di saggezza che meritano di essere ascoltate con attenzione, tipo: “per fare gli amanti ci vogliono le palle”. D’altra parte Amante è un participio presente, si è obbligati a pensare al qui e ora, non esiste futuro, non esiste progetto.

Perché il film rimane in superficie? Credo si potesse sfruttare meglio il testo di De Silva (leggetelo, mi raccomando, è divertentissimo), anche per affrontare con più coraggio il tema anticonformista della relazione tra due amanti, sposati entrambi con partner noiosi. Il film non ci dice nulla di nuovo sulle relazioni dei tempi d’oggi, sulla paura di affidarsi all’amore, sull’amore che è una cosa che diviene anche se sei amante. Nulla che non immaginiamo già. Viviana sta con lui perché la fa ridere, lui tiene a lei e vuole che sia felice ma è vigliacco, ha paura di lasciare la condizione che ha, anche se non gli piace più di tanto. Così entrambi non sanno se e come cambiare vita. Forse qualche stereotipo di troppo e il finale, lo dico senza anticipare granché, non aiuta.

2 pensieri riguardo “Terapia di coppia per amanti”

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