Smetto quando voglio 2

Il film è stasera su Rai3, recuperatelo. Vi dico la verità: non ero particolarmente convinta di vederlo nelle sale, nonostante i notevoli risultati al botteghino ed il conclamato successo di pubblico di queste settimane. Primo perché è un sequel (la seconda parte di una trilogia già prevista) e non ho visto il primo; secondo perché non mi dava l’impressione di avere grande sostanza. Invece, superando queste perplessità, sono andata a vederlo e vi assicuro: è originale e ben girato, attori bravissimi.

Non sembra un film italiano, un po’ come Jeeg Robot. Anche per il ritmo, la fotografia e la colonna sonora, potente ed incalzante, veloce come i cervelli dei protagonisti. Loro sono dei ricercatori, dei giovani scienziati, dei geni disoccupati. Anziché essere in fuga all’estero, per sbarcare il lunario, mettono su una banda ma finiscono nelle grinfie della giustizia, chi in carcere chi ai servizi sociali. Ora però, in questa seconda fase della loro storia, possono riconquistare la libertà e la dignità collaborando con la polizia, alla ricerca dei produttori delle nuove droghe, quelle ancora lecite. Perché non conosciute. Dunque pericolosissime.

 

Attraverso le loro conoscenze scientifiche e la loro brillante intelligenza ricostruiscono sia la composizione chimica di queste sostanze che la loro origine, individuando il luogo da cui parte la distribuzione, nelle discoteche e nei locali notturni della capitale. Ci sono scene esilaranti in questo film, ho visto spettatori piangere dal ridere. La scena dell’inseguimento sul treno vi farà passare ogni pensiero triste, davvero troppo divertente.

Ciò nonostante, e questo lo rende bello e non banale, l’impressione complessiva è di tristezza e di sconfitta. Di fallimento. Come se il nostro mondo “sputasse fuori” i più bravi, i più intelligenti. Come se il nostro mondo alla fine premiasse solo i mediocri ed i furbetti. Non c’è spazio per i geni, per chi rispetta i patti e per chi ha il pallino di portare a casa il risultato, costi quel che costi. Il film è anche coraggioso perché non è celebrativo delle forze dell’ordine, anzi. Ed è girato in una Roma un po’ sconosciuta, quartieri periferici e zone archeologiche abbandonate. Ve lo consiglio, è eretico e divertente e senza precedenti nel nostro cinema.

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