La corrispondenza

Tornatore ci stupisce (e commuove) davvero con questo racconto d’amore e sull’amore, di cui è anche autore (il romanzo, con lo stesso titolo, è edito da Sellerio), musicato da Ennio Morricone. I due protagonisti, un noto professore di astrofisica (Jeremy Irons) ed una studentessa fuoricorso, stunt-man per arrotondare (Olga Kurilenko) li vediamo insieme solo nelle primissime scene del film, poi, originalmente, non più: sono distanti, ma solo nel corpo (ed infatti lui dice ad un certo punto “mi manca toccarti”).

Ci bastano però, quelle scene, per percepire che si parla di un sentimento profondo e forte, più forte di ogni ostacolo, capace di vivere e dare la vita (addirittura la determinazione di laurearsi) anche a dispetto della sua stessa negazione. “Ti aspetterò sempre”. Gli dice lei. Quest’avverbio inflazionato qui è usato autenticamente: i due amanti colmano la distanza fisica con le parole e con i pensieri, espressi con ogni mezzo: la carta i pacchetti le mail gli sms i filmati registrati.

Un amore “on air”, una grande prova da parte di entrambi, per ragioni diverse che scoprirete nel dipanarsi della storia, attraverso canali umani e non: gli occhi di un Labrador, una foglia secca, un piccolo rapace. E attraverso gli astri, che hanno la particolarità talora di rendersi visibili all’occhio dello scienziato anche a distanza di secoli dalla loro implosione (la nebulosa del granchio, “morta” nel cosmo intorno al mille ma non cancellata dal firmamento): un’idea di eternità, la stessa di quel “sempre”, quella che Ed vuole imprimere, con ogni mezzo, al suo amore per Amy. Il tema della morte è affrontato in modo totalmente laico (coerentemente con le ambientazioni anglosassoni, città universitarie immerse nella scienza, come York ed Edimburgo): nasciamo immortali, dice il professore, ma poi commettiamo un errore, che ci fa diventare mortali. E afferma di averlo compreso il suo errore: quello di non averla incontrata prima, di non avere passato abbastanza tempo della vita con lei, “trovata” in uno di quei momenti della vita che sembrano sbagliati, ma che non possono esserlo se “si prova ciò che deve sentire un’anima sperduta quando tra tanti corpi decide in quale reincarnarsi”.

Vi assicuro: non c’è nulla di sdolcinato, e la voce del grande attore e doppiatore Luca Ward contribuisce a dare potenza a quelle riflessioni che viaggiano nell’etere, senza sosta.

1 commento su “La corrispondenza”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...