Una festa esagerata

Confesso: mi piacciono le trasposizioni cinematografiche di commedie teatrali. Quando sono fatte bene, con attenzione, come in questo caso. Il risultato è un film godibile, ben recitato, divertente, che riporta sul grande schermo lo spirito della piece teatrale che Vincenzo Salemme ha recitato sui palcoscenici di tutta Italia. Forse, con “L’amico del cuore”, il miglior film dell’attore-regista napoletano.

48068Il cast è scelto con cura, i ruoli sono calibrati, su misura. Così non mancano dialoghi molto divertenti, che omaggiano la grande tradizione teatrale napoletana. A partire da quelli con il poco perspicace Secondino (interpretato da Massimiliano Gallo), il vice Portiere (ma con ambizioni) dello stabile dove vive Gennaro Parascandalo (Salemme) il geometra e piccolo imprenditore edile napoletano protagonista della vicenda.

Gennaro è un malcapitato marito e padre, incapace di contrastare la moglie Teresa, ambiziosa arrampicatrice sociale che per i 18 anni della viziatissima pargola organizza una festa, per l’appunto esagerata, con tanto di esotico domestico indiano (che fa chic), assessore ai lavori pubblici, 120 invitati, bomboniere, una torta di 18 piani e “6.500 euro di pizzette” (e che ci siamo comprati, l’intera pizzeria?).

Presto la giornata precipita in un vero e proprio dramma familiare. La morte dell’inquilino del piano di sotto, proprio mentre sta per iniziare la festa, è il pretesto che lo sceneggiatore Salemme utilizza per far emergere le contraddizioni del mondo di oggi. Una società contaminata dall’ipocrisia, dalla voglia di apparire a tutti i costi, dall’uso smodato dei social, dall’assenza di legami familiari veri.

Nel cast la precisa Tosca D’Aquino, nei panni della moglie irragionevolmente ambiziosa; Iaia Forte nel ruolo di una vicina psicolabile e opportunista con un giusto mélange di follia e sensualità; Andrea Di Maria nel ruolo del fidanzatino della élite campana, figlio dell’assessore Cardellino, che veste con colori capresi e parla con la zeppola borghese stupendosi dell’ovvio; Giovanni Cacioppo a suo agio nel ruolo di un prete ultramoderno e più attento alla sorte delle crocchette che dei vicini di casa; e perfino James Senese che interpreta se stesso, scritturato per l’animazione della festa.

Da vedere (per me merita 3 ciak) se avete bisogno di sorridere, facendovi guidare dai numerosi coup de théâtre.

Un’ultima annotazione: le musiche originali sono di Nicola Piovani.

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