Un amore sopra le righe

“Se assecondassi tutti i tuoi desideri tra pochi anni avresti problemi di erezione” dice Sarah a Victor, all’inizio della loro relazione, poco dopo essere riuscita a farlo innamorare di lei. È anche in questo, nel tono diretto dei dialoghi, la loro movimentata storia d’amore, snocciolata lungo 45 anni di vita, nei quali lei non ha mai voluto perdere quel “ragazzo bellissimo”, il rampollo egocentrico e tormentato, con velleità da scrittore, di una famiglia francese di destra. Il film difende una tesi: “anche se molti non lo credono, è possibile incontrare l’amore irreversibile”.

86409z22vLui è lo scrittore Victor Adelman (interpretato dallo stesso regista Nicolas Bedos), lei la determinata Sarah (Doria Tiller). Gli attori, peraltro, sono compagni anche nella vita. Quando Sarah, studentessa ebrea d’origini modeste, incontra Victor non immagina che diventerà uno dei più affermati scrittori francesi.

Amore sopra le righe è un film sorprendente, che all’inizio sembra incanalarsi nei territori della banalità, ma che dimostra dopo poco di voler raccontare, con quella “ironia alla francese”, una vita realmente vissuta, un amore vero (“darei tutti i miei libri per uno dei suoi sorrisi, dice lui) ma segnato comunque da incomprensioni, rotture, ritorni, gelosie e tradimenti. Non il classico irreale idillio tra due innamorati, quanto piuttosto un altalenante avvicendarsi di momenti felici e crisi, come avviene nella realtà.

Così lo sguardo sulla relazione, su ciò che la tiene in piedi nel tempo, può definirsi inedito. E non trascura l’ambizione, l’aspirazione, e soprattutto cosa due persone che si amano sono disposte a mantenere, in un delicato equilibrio, per andare avanti. Non manca nemmeno, l’ho apprezzato, il racconto degli effetti del successo e del denaro. Quando il benessere economico derivato dalle fortune letterarie prende il sopravvento sull’originario anonimato, e una villa con piscina e servitù in continua espansione trasformano Sarah in una borghese algida, Victor insorge, confessando di tornare a casa con noia: “sei la donna più incredibile del mondo, perché vuoi rassomigliare alla moglie di Giscard?” (D’Estaing).

Sarah è senza dubbio il personaggio centrale del film e della narrazione. Al contrario di Victor, che si mostra infine come un uomo debole, lei rivela mano a mano una personalità fuori dal comune. Senza voler spoilerare il finale, dico solo che il percorso dei due protagonisti si sviluppa in direzione inversa; se all’inizio tutta l’attenzione è sul brillante scrittore in erba, alla fine siamo colpiti da questa donna dal fine intelletto che ha abbracciato l’età con grazia, diventando più bella con l’avanzare degli anni.

E alla domanda se esiste l’amore irreversibile, che non muore, scendendo le scale del cinema, rispondiamo: oui.

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