Un sogno chiamato Florida

Il titolo originale di questo bellissimo film, che vi farà guardare il mondo e le sue brutture, per quasi due ore, con gli occhi di un bambino, è The Florida project. La traduzione italiana quindi è decisamente colorata di rosa, edulcorata. Ma in quel motel di rosa (e violetto, per dare l’impressione di un luogo fiabesco) c’è solo la pittura che il manager Bobby (un eccezionale e rassicurante William Dafoe) spennella sulle pareti per coprire le scrostature e nascondere i segni delle vite diseredate che abitano quelle stanze.

Già, perché il Magic Castel Hotel, nonostante sia a forma di maniero delle favole, nonostante confini con i parchi tematici di Orlando, nonostante sia estate e i tramonti della Florida siano mozzafiato, è un luogo marginale, di poveri cristi, di gente che fa fatica anche a pagare l’affitto e a trovare i soldi per il fast food. È qui, in questo teatro ristretto e finto, colorato e disperato, che si svolge il racconto, i cui assoluti protagonisti sono dei bambini.

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Piuma

Il titolo è leggero leggero. E la cosa bella è che è il nome di una bambina, quella di Cate e Ferro che alle soglie dell’esame di maturità inciampano in una inaspettata vera prova d’essere adulti. Cercano un nome capace di volare sopra tutto, per scongiurare la pesantezza che contagia le loro vite quando scoprono che il loro amore da ragazzini ha generato “qualcosa” di veramente impegnativo.

“Qualcosa” che li costringe a stravolgere ogni programma e che scatena le disarmonie delle e nelle rispettive famiglie di provenienza. Già questo fa riflettere. Ciò che dovrebbe essere pura gioia è invece accolto con paura, manda in crisi il rapporto tra loro, ingenera litigi urla recriminazioni. Sembrerebbe una storia banale con riflessioni altrettanto scontate. Ma non è così, perché il regista e sceneggiatore ci mette l’ingrediente surreale e del simbolismo, che serve per rendere il film una favola moderna che insegna molto, con un linguaggio semplice e anche con l’ironia e con la comicità dei linguaggi (romanesco e senese, Sergio Pierattini è davvero bravo).

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