Ricchi di fantasia

Dopo Il tuttofare (di Valerio Attanasio: se ve lo siete perso, recuperatelo assolutamente!) era chiaro che Sergio Castellitto avesse raggiunto una maturità di attore tale da essere di certo considerato uno dei nostri migliori, adatto a quei ruoli tipici e complessi (divertenti ed amari insieme) della buona commedia italiana.

Anche in questo caso dà ottima prova di sé, concentrando nel personaggio che interpreta (che si chiama proprio Sergio, e Sabrina quello della Ferilli: come se entrambi altri non facessero che se stessi) diversi eccessi umani, alti e bassi: un geometra “decaduto” a carpentiere per la cattiva sorte e la crisi, con una famiglia da mantenere, pesante ed esigente, una moglie perennemente nervosa e rivendicante (brava è credibile Paola Tiziana Cruciani), un amore clandestino (per Sabrina) consumato nel camioncino da lavoro, nella campagna romana con lo sfondo arcaico dell’acquedotto.

Gli “amici” operai edili gli fanno uno scherzo pericoloso: gli fanno credere di avere vinto milioni di euro alla lotteria. Una notizia farlocca che è un terremoto per la vita di Sergio: prende la forza di mandare tutto all’aria, di porre fine ad un matrimonio già finito, di lasciare una casa dalla quale non voleva che scappare. La stessa forza grazie alla quale anche Sabrina, dopo tanti anni, riesce a lasciare il marito e la trattoria che le assicurava sì certezza economica ma non certo felicità. Insomma, l’illusione di essere diventati ricchi consente loro di realizzare almeno un sogno: quello di stare davvero insieme, di potere ricominciare daccapo, da grandi, ad un’età in cui molti credono sia finita, non ci siano altre scommesse da fare e magari da vincere.

Con i figli e la madre di lui (Valeria Fabrizi, vecchia comunista, femminista, egoista, come si conviene ad una anziana signora pretenziosa), tra verità non dette, svenimenti, piani di sopravvivenza, Sergio e Sabrina partono, si lasciano alle spalle l’Esquilino (le scene a Roma sono girate lì, tra vecchie pietre e palazzi umbertini) per andare a sud: la meta è la Puglia, Polignano a Mare (un plauso a Puglia Film Commission che ultimamente sbaraglia con le location dei film italiani, sempre preziose di luce bianca, mare azzurro e qui anche trulli diroccati).

Godetevi le scene con Antonio Catania, proprio un classico di italianità, in tutte le sue sfaccettature, le sue vette creative, le sue miserie da ladruncoli, raccontata con ironia sferzante, niente buonismo, alla fine una bella lezione di vita. Proprio agli italiani (quelli di “prima gli italiani”, per capirci). Perché alla fine il viaggio del variegato e allargato gruppo familiare andrà ancora più a sud, dove c’è la salvezza: già la salvezza è al sud, più a sud del nostro sud. Un messaggio politico, per chi lo voglia cogliere.

La frase del film è: nella vita per salvare faccia devi rischiare di perderla.

Una commedia sostanziosa e divertente, con due bravi attori che non fanno alcuno sforzo ad essere così bravi, ed è questo che li rende amabili al pubblico.

4 ciak 🎬🎬🎬🎬 per Decima Musa.

1 commento su “Ricchi di fantasia”

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