Un nemico che ti vuole bene

Immaginate che un estraneo in cui incappate in circostanze difficili, del quale non conoscete nulla, vi chieda chi sono i vostri nemici, offrendosi di eliminarli, di alleviare la vostra vita così, in un colpo (di pistola). È più o meno questa l’idea che ispira la storia raccontata da Denis Rabaglia, che la rende una buona prova di cinema psicologico, un film di riflessione.

Fa pensare, vedendolo, cosa avrei risposto io? Chi sono le persone da cui sono circondato? Quelle che appaiono, oppure dei traditori, bugiardi, interessati magari ai nostri beni e non al nostro bene? La domanda viene posta, nella finzione, ad un professore di astrofisica dell’Università di Bari, interpretato da Diego Abatantuono; e chi gliela pone è un ragazzo che, in una notte di burrasca, Enzo (il protagonista) rischia di investire con l’auto, trovandolo ferito ed insanguinato da un colpo di arma da fuoco.

Antonio Folletto (che ricorderete in Gomorra, nei panni di “‘o principe”) entra come un tornado nella vita apparentemente placida del cattedratico, facendone emergere (tutte sgradite) verità nascoste, dietro la patina di perfezione familiare e professionale. Enzo pensava di non avere nemici, ma solo amici: solo persone vicine amate e dalle quali era riamato. I figli, la moglie, l’ex marito della moglie, la madre (una Sandra Milo naturalissima nella parte dell’anziana capricciosa); i colleghi dell’ateneo, l’assistente universitario, il rettore. Tutti “amici” che si scoprono, nell’evolversi della storia, ben diversi: insidiosi approfittatori, voltagabbana, opportunisti. Nessuna sincerità intorno.

C’è da chiedersi se sia meglio un’esistenza tranquilla senza farsi troppe domande sui reali sentimenti di chi ci circonda, oppure avere il quadro vero della situazione, a costo di rendersi conto che occorre di molto sfrondare il numero delle persone da considerare degne della nostra dedizione.

Il film è girato (ancora una volta, come molti, ultimamente) in Puglia, Trani e Bari, masserie, Petruzzelli e mare Adriatico. Un bellissimo sfondo, per due ottimi interpreti (Abatantuono e Folletto) che insieme e nelle rispettive, antitetiche, parti sono impeccabili. Peccato per l’ultima parte della narrazione che, per una scelta incomprensibile per me, devia da un registro fino a quel momento coerente e limpido nel seguire un’idea narrativa davvero originale ed un po’ noir.

3 ciak 🎬🎬🎬 guadagnati soprattutto dagli attori.

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