Tutti lo sanno

Il regista Farhadi (quello de Il cliente e di Una separazione) narra una storia noir tra le – apparentemente – rassicuranti mura familiari di una splendida casa di campagna nella regione di Madrid. Dai titoli di coda ho appreso che si tratta di Torrelaguna, a pochi chilometri dalla capitale.

Campi e vigneti, un contesto antico e caldo, dove la protagonista, Laura (interpretata da Penelope Cruz) ritorna, con i due figli, per il matrimonio di una delle due sorelle rimaste in Spagna, nel paese di origine: vive con il marito a Buenos Aires e sembra avere fatto tanta strada, essere una donna realizzata e sicura. Lentamente, attraverso un racconto all’apparenza fatuo e basato su inezie, tutte finalizzate al festeggiamento, si comprendono i legami tra i personaggi della famiglia, le tensioni, le intolleranze tenute sopite.

Oltre che dai consanguinei, la casa è frequentata da Paco, Javier Bardem (nella “vita reale”, coniuge di Penelope Cruz), figlio del un mezzadro del padre di Laura: ora è anche lui un proprietario terriero, avendo acquistato da Laura stessa un pezzo di vigna. Sono stati insieme da ragazzi, si sono molti amati, e poi allontanati, anche fisicamente, migliaia di chilometri. Ora ciascuno ha una storia diversa, un legame consolidato; ma ben presto si capisce che quell’antico sentimento non è affatto sopito, soprattutto in Paco.

Il film si incentra sulla preparazione dell’evento festoso del matrimonio, in un climax che va evidentemente verso la tragedia; i balli e la cena nel cortile della villa di famiglia sono funestati però da un fatto drammatico, che fa scivolare la storia da commedia in noir. Da racconto sgranato, con i colori caldi della Spagna, a narrazione cupa; dove si intravede, dietro una sparizione misteriosa, la commissione di un atto crudele e criminale. Nella paura e nella disperazione conseguenti, sgorgano fuori tutte le negatività delle persone coinvolte: il classismo ed il disprezzo, le recriminazioni, in particolare nei confronti di Paco. La sfiducia reciproca, l’incapacità di restare davvero uniti in una situazione di difficoltà.

La tensione è alta, l’esito non è banale, i personaggi sono ben delineati. Non posso svelarvi chi è positivo e chi no, altrimenti vi indirizzerei sul finale e detesto spoilerare. La crudeltà di cui parla il regista consiste nell’approfittare dei sentimenti e dell’amore di cui si gode, approfittare di quella debolezza a proprio vantaggio. Già, perché amare molto rende deboli e il rischio è che chi amiamo anziché ricambiarci utilizzi quel potere per ottenere qualcosa da noi, qualcosa di utile e di materiale.

Niente di peggio ci può capitare.

Da me 3 ciak 🎬 🎬 🎬

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