Bohemian Rhapsody

Mi viene difficile scrivere di questo film, che racconta della nascita dei Queen e la storia del mitico Freddie Mercury. Infatti è talmente bello ed emozionante che mi fermerei qui, con solo una preghiera: andate a vederlo al cinema.

Ho letto alcune critiche, soprattutto basate su presunti, eccessivi, scostamenti della narrazione cinematografica dalla realtà (la più precisa qui: https://nerdmovieproductions.it/2018/12/07/bohemian-rhapsody-tutti-gli-errori/). Nessuna di queste mi ha spostato di un millimetro dal giudizio estasiato che ho formulato, quando ero in lacrime per le immagini del Live Aid, 13 luglio 1985 (in particolare per l’esecuzione di We are the champions), allo scorrere dei titoli di coda.

Credo semplicemente che questa storia straordinaria aspettava di essere raccontata, e che proprio tutti, anche quelli che non conoscono la leggenda del gruppo rock nata nei sobborghi della capitale inglese, anche i più giovani, hanno diritto a conoscerla: seppure con qualche concessione poetica o digressione rispetto alla cruda verità. Quello che conta è avere ben descritto chi fosse Freddie, da dove venisse, come il suo genio sia riuscito a contagiare i musicisti che per caso aveva incontrato in un club underground di Londra.

Ho scoperto che quello con cui è famoso ed eterno è uno pseudonimo, perché la sua famiglia di origine, pakistana, di religione zoroastriana, gli aveva attribuito un nome della tradizione. Lui, da giovanissimo, ha seguito il suo karma, rifiutando in blocco tutto il fardello dei genitori, con la forza e la determinazione che soltanto una missione sanno dare.

Il film non è solo cronaca di un successo mondiale, di canzoni senza tempo; non è solo la ricostruzione di un mito dei nostri tempi. È anche una riflessione sull’amicizia, sui tradimenti, su come è difficile essere un genio. Ed ancora di più essere omosessuale, scoprire di esserlo in un mondo immaturo ad accogliere una apertura del genere. La vita di Freddie è in salita, faticosa e drammatica. Lui è una persona straordinaria, soffre più degli altri.

Le note miracolosamente si disegnano nella sua testa, mentre il resto della sua esistenza va a rotoli, mentre una maledetta e misteriosa malattia (che terrorizzò come una peste diabolica i nostri anni 80) lo consuma e lo condanna a morte. Il film è un grande omaggio a Freddie, il diverso, grande, unico Freddie. Perché è dai diversi (che per questo, come lui, sono soli) che vengono le deviazioni vere della storia.

5 ciak 🎬🎬🎬🎬🎬, convinti e commossi, da Decima Musa.

1 commento su “Bohemian Rhapsody”

  1. Hai perfettamente ragione… alla faccia di chi per forza vuole fare critiche negative, appoggio pienamente il tuo giudizio: il film è bello, emozionantissimo, e direi anche delicato quando deve fare capire che per un periodo il grande Freddie si è perso….. Anch’io concludo dicendo NON VE LO PERDETE…………

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