Il testimone invisibile

Chi lo ha detto che i film thriller a tinte molto nere li sappiano fare solo gli americani? Ebbene, non è così, soprattutto se il regista è uno come Stefano Mordini, con alle spalle “precedenti” originali e complessi come Acciaio (tratto dal romanzo di Avallone) e Pericle il nero (sempre con Scamarcio protagonista: leggete qui la mia recensione). La preziosità del racconto è data dalla sua costruzione attenta, priva di sbavature.

A volte mi succede di entusiasmarmi al cinema per tre quarti del film e di rimanere delusa dall’epilogo: non è semplice mantenere alto il livello della tensione e del mistero in una storia gialla, non cadere in soluzioni banali o poco logiche. Al contrario, in Testimone invisibile, fino alla fine rimarrete nell’incertezza, su come siano andate le cose, su chi siano i buoni ed i cattivi, addirittura su chi siano gli stessi protagonisti. Nel senso che potrebbero celarsi dietro una maschera, impossibile da riconoscere anche ad un occhio molto attento. Insomma: cento minuti ben spesi per gli appassionati del genere, ma non solo. Dal momento che il racconto si allarga a temi più ampi: quello del tradimento, della sofferenza delle storie parallele, della forza che riesce a infondere la disperazione e la paura di vedere la propria fulgida esistenza sgretolarsi sulle bugie che fino a quel momento la puntellavano.

La trama si snoda da un fatto semplice e causale: un incidente stradale su una strada di montagna. La complicazione è data dal fatto che la coppia coinvolta è clandestina: Adriano e Laura sono amanti, entrambi sposati, decisi entrambi a non fare emergere la verità ad ogni costo. Ho riflettuto, vedendo le prime scene del film, che a volte scegliere di svoltare a sinistra piuttosto che a destra può deviare definitivamente il corso della nostra vita. Così è stato per i protagonisti: entrambi interpretati davvero bene da Scamarcio e Leone, cupi, freddi, impietosi, indifferenti.

A quell’incidente, in un alternarsi dei tempi del racconto così nitido da non farvi mai perdere il filo, si aggiunge una morte violenta dalle cause apparentemente chiare. Ma la narrazione che lo spettatore vede svolgersi davanti ai suoi occhi toglie ogni certezza: e si va alla ricerca delle cause, di un evento avvenuto in una stanza d’albergo chiusa a chiave dall’interno, con le finestre sbarrate. Insomma: un puzzle difficile da ricostruire, una sfida logica sullo stile dei classici alla Agatha Christie.

A me è piaciuto molto, merita 4 ciak 🎬 🎬🎬🎬 e vi consiglio di vederlo per sfuggire alle sdolcinatezze del Natale!

2 pensieri riguardo “Il testimone invisibile”

  1. Condivido a pieno il tuo giudizio…. Film giallo straordinario, ben scritto, ben interpretato che ti tiene sul filo fino alla fine….. Nettamente superiore a tanti film americani dello stesso generi …. Direi 5 ciak e d’accordo anche sul fatto di evitare le sdolcinate natalizie…..

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