Moschettieri del Re, la penultima missione

Ci vuole coraggio per fare un film ambientato nel ‘600, che ha come protagonisti regine ancelle e moschettieri; ci vuole bravura per farlo bene, riuscendo a fare ridere e a stupire spettatori di tutte le età; ci vuole spirito e cuore per mettere insieme attori come questi, che si percepisce siano amici tra loro, uniti al regista da qualcosa di molto più prezioso di una scrittura contrattuale e di un ciak.

C’è un collante umano e affettivo che riesce a coinvolgere anche il pubblico: soprattutto qui sta l’unicità dell’idea pazza e per certo versi infantile di Giovanni Veronesi, un artista eclettico ed empatico, che potete ascoltare ogni giorno (comprendendo chi sia davvero, attraverso la sua voce) su Radio 2 Rai, nella trasmissione che conduce con Massimo Cervelli “Non è un paese per giovani” (non perdete i suoi monologhi, sono spesso delle chicche capaci di smuovere anche i più arrugginiti con le lacrime). Se volete sapere quale sia il suo ultimo precedente al cinema lo trovate qui nel mio blog, con lo stesso titolo del programma radiofonico.

Ma torniamo ai moschettieri: la storia è quella in gran parte vera di quattro super uomini, tiratori scelti con il moschetto (killer ante litteram), spadaccini provetti, completamente dediti alla corona francese, da difendere con ogni mezzo da nemici e traditori. Lo spicchio di storia raccontata qui li vede un po’ avanti negli anni, hanno tutti superato i 45 (anche nella vita vera, Favino, Mastandrea, Papaleo e Rubini: imperdibile occasione di vederli tutti insieme!): di nuovo coinvolti, loro malgrado, in una sfida all’ultimo sangue. Glielo chiede la regina Anna (Margherita Buy), madre del futuro “re sole”, un Luigi XIV brufoloso e viziato, che forse nemmeno merita di essere sostenuto da simili eroi.

Il nemico di turno è il machiavellico e potentissimo Cardinale Mazzarino (Alessandro Haber) che, al di là dell’apparente fedeltà, trama quotidianamente per affermare se stesso, scatenando persecuzioni contro ogni possibile oppositore (sapevate che era nato a Pescina, in Abruzzo?). In particolare contro gli ugonotti, rei di non condividere le stesse convinzioni religiose del porporato e di non accettare la santa romana chiesa come necessario intermediario a Dio.

Preparatevi a ridere moltissimo, grazie alla vis comica strepitosa di quattro attori in stato di grazia (cui aggiungerei, per quanto è naturalmente divertente, Matilde Gioli, che interpreta l’ancella sbadata della regina). Godetevi il sontuoso arrivo dei moschettieri a corte accompagnati dal ritmo di Prisencolinensinainciusol di Celentano, sparato al massimo. Nulla di più eretico poteva essere pensato, al pari di ambientare un racconto francese in Basilicata (una fotografia bellissima, che fa venire voglia di andarci); ma anche ad Ariccia (nel palazzo Chigi e nel bosco retrostante), e a Genova, a palazzo reale. Tutti luoghi insoliti, scelti da una mente originale.

La musica è di Checco Zalone (mancava un’altra star!) e la canzone finale scelta per i titoli di coda è Moschettieri al chiar di luna di Paolo Conte (ascoltatela qui).

Non mi dite che avete ancora dubbi!

Nel caso, sappiate che per me merita 5 ciak 🎬 🎬🎬🎬🎬.

1 commento su “Moschettieri del Re, la penultima missione”

  1. Nessun dubbio 5 CIAK sono meritatissimi….. Ho passato una serata stupenda…. Ottima l’idea, strepitosa l’interpretazione, bellissima la Basilicata dove è stato girato…… Grande connivenza fra i 4 che è vero danno l’impressione di essere amici oltre la cinepresa…. NON PERDETEVELO !!!! Rientrerete a casa sorridendo……….

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