Ma cosa ci dice il cervello

Squadra che vince non si cambia: il regista Milani e la protagonista Cortellesi (una coppia anche nella vita) dopo il successo di pubblico di Come un gatto in tangenziale (qui la mia recensione), il film italiano più visto dello scorso anno, tornano con una nuova commedia divertente e insieme saggia, originale nella trama, attuale nei temi, impreziosita da ottimi attori.

Il racconto parte da uno di quegli incontri spesso un po’ forzati tra ex compagni di liceo: quelle rimpatriate che spesso riservano sonore delusioni, se non più semplicemente momenti malinconici a ricordare il passato e gli anni dell’adolescenza. “I fantastici cinque”, amici inseparabili ai tempi del Liceo Classico Augusto (un istituto romano del quartiere Appio), sono Cortellesi, Fresi, Marchioni, Mascino, Pandolfi.

È il personaggio interpretato da quest’ultima a organizzare una cena sul Tevere, dopo circa 25 anni: una vera scommessa, di quelle che iniziano con le domande rischiose “che lavoro fai?, sei sposato?, hai figli?”. Che seguono all’emozione basica di rivedersi e riabbracciarsi come se tutto il tempo trascorso si sbriciolasse e ci si ritrovasse seduti sul muretto davanti alla scuola a commentare l’ultimo compito in classe o a ridere sulle manie del professore di greco. Succede così anche ai protagonisti del film: tra loro solo Giovanna (la Cortellesi) sembra non avere realizzato i suoi sogni, ed avere sacrificato la propria brillante intelligenza dietro una scrivania ministeriale.

Al contrario degli altri quattro, che alle prime battute della rimpatriata appaiono soddisfatti di ciò che sono riusciti ad ottenere dalla vita. Ben presto però si capirà quanto possa essere ingannevole un giudizio basato sulla prima impressione. Quella che sembrava una grigia burocrate, si scoprirà tutt’altro (preferisco non darvi troppi indizi, è divertente scoprire quale sia la vera attività di Giovanna, senza spoiler).

Emergeranno, in ciascuno, delle ragioni di infelicità (del tipo di quelle raccontate magistralmente da Francesco Piccolo, in Momenti di trascurabile infelicità, lo avete letto?), dei motivi di frustrazione, sempre generati dalle interazioni del quotidiano con il “prossimo”, prevalentemente al lavoro. I racconti sono fatti mediante flashback, sono esilaranti quanto realistici. E descrivono la nostra realtà, fondata su ordinaria maleducazione, atavica ed inconsapevole ignoranza, aggressiva prepotenza. Indifferenza ai titoli di studio ed alle competenze: la democrazia di internet che ha reso la laurea un orpello antiquato, di fronte alla possibilità di sapere con un battito di dita quale sia la patologia da cui siamo affetti e con quale medicina curarla.

Giovanna è una specie di supereroina, una vendicatrice dei soprusi di ogni giorno, geniale nell’applicare la legge del contrappasso, nel ritorcere le cattiverie contro i loro autori come un boomerang. Lo fa per i suoi ritrovati amici, lo fa soprattutto per il suo ritrovato primo amore (ora un po’ over size, nelle vesti di Stefano Fresi). Ha una parte anche Remo Girone, più che un cameo; ed ho trovato davvero perfetta Carla Signoris (sapete che è la moglie di Crozza? E che ha doppiato la simpaticissima pesciolina smemorata Dory nel cartone animato di Nemo?) nel ruolo della mamma di Giovanna, una over 60 indomita, che disprezza la discrezione dello stile di vita della figlia.

Vi consiglio di vederlo, merita 3 ciak 🎬🎬🎬, ed è un garbato urlo di ribellione contro il qualunquismo, la tuttologia e la mancanza di gentilezza dilaganti.

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