Onda su onda

Mi piace Rocco Papaleo non solo come attore (in questo caso anche regista) ma anche come musicista e raffinato intenditore di musica. Ricorderete Basilicata coast to coast, che oltre ad essere divertente in modo originale, aveva una bellissima colonna sonora. E Il grande Spirito, il film di Rubini, ancora nelle sale, con una splendida interpretazione dell’attore lucano. Oggi vi propongo di riscoprire Onda su onda, necessariamente in dvd.

Nel film un ottimo Alessandro Gassmann, alle prese con un personaggio non facile, in bilico, non adeguato alla vita ma generoso ed a suo modo geniale. Rocco Papaleo è ancora più disequilibrato di lui; o meglio rappresenta, anche fisicamente, una vita non proprio andata nel verso giusto: è uno sconfitto che ciononostante non ha perso la voglia e il gusto di suonare anche solo ad un pubblico di marinai di eterogenee provenienze ed idiomi (una chicca l’interpretazione di Bella ciao, come anche quella di Onda su onda, di Conte, completamente rivisitata da Papaleo).

Onda su onda è malinconico, tutto, senza grandi spiragli se non appunto quelli musicali (in particolare le “prove” del concerto sul pianerottolo dell’hotel) ed alcune scene dove i due protagonisti scoprono di non odiarsi ma anzi di intravedere nel loro strano incontro l’inizio di una autentica amicizia.

A fare da sfondo una decadente ma affascinante Montevideo, scelta singolare del regista, che esalta il contesto della storia triste di Gege’ che lentamente scopriamo, molto peggiore di come all’inizio si immagina. Anche quello che potrebbe essere un finale “affettivo” e di speranza non ci lascia una sensazione positiva, non è veramente lieto e neppure un po’ gioioso; come priva di reale passione la storia d’amore che sembra nascere quasi a volere esorcizzare tutta quella poca fortuna ed irrealizzazione di vita.

Il mare è bello, quello sì, la spiaggia, i tramonti ampi; ma non quello che è costruito dall’uomo, che mostra i segni del tempo e dell’incuria, macchie di umidità che nemmeno con la fantasia più fervida diventano nuvole svolazzanti, strade semi deserte e sporche, un ospedale dove non si può trovare guarigione. Il film è pervaso da un pessimismo “maturo” e anche scanzonato che ritroverete tutto nella colonna sonora e che a mio parere è la parte migliore di questo lavoro di Papaleo.

1 commento su “Onda su onda”

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