La casa de papel

Il 19 luglio esce l’attesa terza stagione de La casa de papel, la serie spagnola, record assoluto di spettatori al mondo, tra quelle non americane. Uscita in anteprima su Antena 3, oggi esclusiva Netflix. Se non avete visto le prime stagioni, cercate di mettervi in pari: non è facile andare avanti a raccontare una storia che sembrava avere trovato il suo finale perfetto. Questa è la sfida del sequel, e non è da poco, considerando il livello qualitativo del film finora visto e l’empatia creata dai suoi protagonisti con il pubblico.

Il racconto parte da un’idea folle: il Professore, un personaggio misterioso, di cui da subito si riconosce l’immensa intelligenza e cultura, la capacità camaleontica di trasformarsi a seconda della situazione nel personaggio più giusto ad affrontarla, pianifica il colpo del secolo. Svaligiare la Zecca di Stato spagnola, ma non semplicemente portando via il denaro che vi si sarebbe trovato depositato, bensì stampandone di nuovo in quantità incommensurabili: milioni di euro, appena usciti dalle macchine rotative, nelle tasche degli otto rapinatori, addestrati appositamente per attuare una rapina perfetta. Sono previste varianti per ogni possibile evento, vie di uscita di emergenza per qualsiasi imprevisto.

Il Professore si comporta come fosse una divinità che muove i fili di tutti: sia dei suoi che di coloro che certamente cercheranno di ostacolarlo, a partire ovviamente dalle forze dell’ordine. La bellezza del film sta sopratutto nella scelta degli interpreti, che sembrano nati per trovarsi in quei panni: ogni ragazzo del commando di otto che dovrà assalire la Zecca è scelto accuratamente e per ragioni complesse dal Professore. Di ciascuno conosce il passato, il temperamento, le falle, le doti.

A ognuno è dato un nome di battaglia, che è una città del mondo. Tokio, Berlino, Mosca, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki, Oslo. Il Professore, in determinati contesti, laddove può comparire, si fa chiamare Salvador (e non credo sia un caso: lui è lì per cambiare le loro vite, e forse anche per portare giustizia). Ogni episodio è emozionante, energetico, enigmistico: tra il thriller, l’avventura, la tradizione cinematografica dei grandi colpi (Rapina a mano armata, di Kubrik; Inside man, di Spike Lee; senza dimenticare I soliti ignoti, di Monicelli). L’esito delle azioni non è mai scontato: e la ragione è uno dei temi della serie, l’elemento umano sempre presente, imprevedibile, che riesce a cambiare il corso delle cose, anche di quelle progettate nei minimi dettagli. Elemento umano che nella maggior parte dei casi si chiama amore, attrazione, sentimento. Una vis maior contro la quale anche la mente più elegante non ha armi di reazione adeguate.

Altro tema centrale lo trovate nel titolo stesso: il denaro non è altro che carta, il suo valore materiale è nullo, ma insieme è lo strumento per la libertà assoluta che Salvador e la sua banda cercano e per la quale sono disposti a tutto, anche a giocarsi la vita in una missione che ha dell’impossibile. Significativo che uno dei brani della colonna sonora sia una versione rivisitata e già popolarissima di Bella ciao.

Gli otto coi nomi di città e il brillante ideatore della rapina sono come partigiani, fanno resistenza ad un sistema, quello capitalistico, che riserva privilegi solo a chi, in vari modi, riesce ad accaparrarsi la maggiore quantità di ricchezza. Ed oggi, si sa, aumentano a dismisura coloro che non ce la fanno, per sempre meno privilegiati che si spartiscono le vere fortune economiche del mondo. Insomma: l’autore Alex Pina (premiato lo scorso anno all’Internarional Emmy Award per avere creato la migliore serie TV drammatica) ha riempito questa storia di contenuti importanti, non è sola avventura, non ci sono buoni e cattivi: ogni giudizio richiede riflessione e ha la complessità delle cose della vita, che non vanno d’accordo con la semplificazione a tutti i costi, malattia dei nostri giorni.

Per me sono 5 ciak 🎬 🎬🎬🎬🎬, con la speranza che con la terza stagione non se ne perda nemmeno uno.


REGISTA: Alex Pina
PROVA D’ATTORE: Alvaro Morte, il Professore
TUTTO IL FILM IN UNA PAROLA: denaro


 

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