Mio fratello rincorre i dinosauri

Il film è l’opera prima di un giovane regista di Salò (classe 1997) che ha studiato cinema sia in Italia che all’estero, è già stato premiato per alcuni corti, collabora con importanti case produttrici. Insomma, anche se internet ci informa subito che è figlio del sindaco della sua città, non si può dire sia un raccomandato!

mio-fratello-rincorre-i-dinosauriScherzi a parte: il suo esordio è di certo impegnato. Perché decide di portare sul grande schermo il libro omonimo (edito da Einaudi, 2016) in cui Giacomo Mazzariol (questo è anche il cognome della famiglia protagonista del film) racconta la sua vera esperienza con il fratello minore Giovanni, affetto dalla sindrome di down. E Stefano Cipani lo fa in grande, con due attori importanti come Vittorio Gassmann (da poco visto in Onda su onda) e Isabella Ragonese (entrambi, ve lo dico già, recitano benissimo, tempi perfetti, affiatati come richiede il ruolo di una coppia simbiotica e progressista, che affronta le salite con il sorriso ma senza perdere la serietà).

Hanno detto di quest’opera, fresca di presentazione alla giornata degli Autori di Venezia 76, che è il Wonder italiano (lo ricordate? Lo avevo recensito qui). Il tema infatti è quello della diversità, di come si vive oggi la nascita di un bimbo, in questo caso, con un cromosoma in più.

All’inizio i genitori di Gio raccontano al piccolo Giacomo (autore del libro e voce narrante del film) che il neonato fratellino (finalmente maschio: la casa è tiranneggiata dalle due sorelle maggiori) è un super eroe dotato di poteri speciali.

Con il tempo, la consapevolezza della realtà mostra come, anche nel contesto più evoluto e ricco di amore, un bambino “diversamente abile” possa essere un problema. Perché c’è ancora chi dice “mongoloide” (sì, è così: e il regista non si nasconde dietro un dito). Perché quando si è adolescenti le insicurezze sono talmente tante da farci dimenticare chi siamo e le persone a cui vogliamo bene. Perché è difficile affrontare con coraggio qualcosa che molti considerano una maledizione e per la quale sono studiati dalla scienza strumenti di prevenzione durante la gravidanza (per non portarla a termine in caso di diagnosi tempestiva).

Un plauso particolare va ai giovanissimi attori che sono all’altezza dei genitori (nella finzione) e alla scelta di colorare il cast con una delle muse di Almodovar, Rossy De Palma, che interpreta una “zia” di famiglia, che non arretra di fronte a nessun ostacolo e sa consigliare il look giusto per mandare via il senso di inadeguatezza dei 14 anni. A tutti sarebbe piaciuto averne una così!

A sottolineare “di cosa stiamo parlando”, il capolavoro di Franco Battiato, La cura, che strappa momenti di vera commozione, insieme al discorso-outing di Giacomo. Una sorte di auto-iniziazione alla vita adulta.
Io consiglio di vederlo, magari con teen al seguito, se li avete: è un film che fa bene senza essere didattico e neppure pesante.

3 ciak 🎬🎬🎬.
Un ottimo esordio, con una bellissima colonna sonora. A parte la cura per me la più intensa è questa: Love & Hate.

2 pensieri riguardo “Mio fratello rincorre i dinosauri”

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