Sole cuore amore

Un film nelle sale Mio fratello rincorre i dinosauri mi ha riportato alla mente una pellicola del 2016, nel quale la protagonista è ancora Isabella Ragonese.  Non a caso il libro citato in Sole cuore amore del regista Daniele Vicari è di Sibilla Aleramo. Le sue lettere d’amore. Questa infatti è una storia, durissima e insieme poetica, che racconta delle donne e della loro capacità di dare e darsi. Spesso senza rendersi conto che l’uomo a cui danno e si danno ricambia con stitico egoismo quella generosità senza calcolo.

soleDaniele Vicari non offre giustificazioni ai personaggi maschili, a nessuno, persino a quelli che, in fondo, non fanno nulla di male. Ma che ugualmente consentono alle durezze della vita di schiacciare le ragazze che dichiarano di amare. Trovo che le protagoniste in questo bel film (di cui purtroppo pochi parlano) siano la bravura incredibile di Isabella Ragonese e la musica, la tromba struggente di Rava e la colonna sonora originale di Stefano Di Battista.

Un jazz e blues malinconico e a tratti disperato accompagnano la quotidianità asfissiante di Eli, tra bus affollati e treni metropolitani: la sua sveglia ogni giorno è alle 4.30. E da lì non si ferma mai; sorride al mondo, non reagisce alle aggressioni e alle prevaricazioni. La sua natura è accogliente, ma non basta per avere altrettanto dalle persone che la circondano.

Con l’eccezione della sua migliore amica, Vale, una ballerina e performer che rifiuta i conformismi, che persegue con ostinazione le sue passioni. Gli uomini sono deboli e come tutti i deboli aggressivi, inutilmente affettuosi, incapaci a dimostrare nei fatti un amore che più che amore è solo possessività.

La figura di Eli è eroica: una eroina del nostro tempo, divisa tra un lavoro che non dà gioia né soddisfazioni (ma anzi è causa di quotidiane umiliazioni) e i quattro figli, un marito disoccupato, un datore di lavoro dispotico ed inconsapevole di quanto il suo bar di periferia dipenda esclusivamente dalla bravura e dalla gentilezza della giovane donna. Il cuore è al centro di tutto.

C’è la citazione di Sole cuore amore di Valeria Rossi, cantata da due bambini del quartiere tuscolano di Roma, con voci stonate nella semplicità di una domenica mattina periferica della capitale. C’è il cuore di Eli che non funziona bene. Quanta fatica può reggere il cuore, anche il più forte? Quanto amore può dare senza ricevere nulla di tangibile in cambio? Il film non risolve questi ed altri interrogativi, dopo averlo visto gli uomini sensibili si sentiranno in colpa e le donne (tutte o quasi) si saranno naturalmente identificate in una delle protagoniste femminili.

Mi sono chiesta se davvero per salvarsi bisogna imparare un po’ dai gatti, ad applicare al quotidiano dosi di sano egoismo.

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