Martin Eden

Luca Marinelli è assoluto protagonista – pluripremiato a Venezia e Toronto – in questo film, ispirato a una storia dei primi del 900 scritta da Jack London e ambientata, nella sua versione originale, a San Francisco, in California. Il regista Pietro Marcello sceglie invece Napoli e la campagna campana (ci sono splendide visioni di pascoli di bufale, una fotografia che ricorda i quadri dei macchiaioli), ma rimane legato al racconto dello scrittore americano, quanto al personaggio principale, Martin Eden.

53480-MARTIN_EDEN_-_Actor_Luca_Marinelli__2_Lui è un uomo di mare, si imbarca per fare lavori umili ed avere una fonte di guadagno, sopravvivere in un’esistenza poco fortunata, umile e senza sbocchi né speranze di un futuro migliore. Siamo ad inizio secolo, e le classi sociali sono nettamente distinte: inconcepibile per un operaio frequentare una ragazza di famiglia ricca e borghese. Ed è quello che accade, per una casualità, al protagonista, cambiando il corso della sua vita.

L’incontro con Elena fa nascere in Martin il desiderio di affrancarsi dalla miseria nera attraverso i libri, la conoscenza, la passione per la lettura e la scrittura. Il tema è quello della capacità dell’istruzione e della conoscenza di spazzare via l’ignoranza, l’inconsapevolezza e con esse la povertà. Un argomento molto sentito in quegli anni, negli Stati Uniti, quando London scriveva in una società in corsa per l’industrializzazione; ma innegabilmente attuale anche oggi, nel nostro mondo, in cui all’apparenza ogni possibilità di riscatto da condizioni svantaggiate è alla portata di tutti; ma nella realtà, l’avere la libertà di studiare è la chiave per affrontare le difficoltà e competere davvero, ad armi pari, con gli altri.

Martin Eden si trova anche a porsi il problema della contrapposizione (filosofica e politica) tra socialismo ed individualismo: a dirvela tutta non sono riuscita a capire, alla fine del film, quale fosse la posizione dell’autore e dunque del suo personaggio. Quello che emerge è che Martin Eden non si facesse abbindolare dai comizi sindacali, che pure, per la prima volta, parlavano di scioperi e di tutela dei diritti dei lavoratori; ma si faceva portatore di una visione originale e profonda, basata sul bagaglio di letture che per amore aveva fatto sue.

Coltivando la folle idea, per un ragazzo del popolo con la quinta elementare, di diventare uno scrittore, di vivere con le parole, di trasmettere le proprie idee e una visione del mondo che si distaccasse dalla massa. Molti commentatori hanno legato la figura di Martin a quella di Jack London, anche con riguardo al finale della storia, sostenendo che essa abbia un alto tasso autobiografico.

Quello che è certo è che si tratta di una narrazione cupa e drammatica, con pochi sbocchi di ottimismo sulla vita. Un cinema per palati fini e per estimatori di Marinelli, che ormai si è esercitato con successo in ruoli davvero difficili, letterari, in personaggi combattuti e disperati (rivedete Una questione privata, di cui avevo parlato qui).

La canzone del film è Voglia e turnà, di Teresa De Sio. La scena è quella del primo pranzo di Martin Eden a casa dei “ricchi”, quando, nel fare la scarpetta nel piatto di pasta appena mangiato, il protagonista paragona il pane all’istruzione e il sugo alla povertà. Una metafora semplice ed azzeccata, da tenere a mente: studiare è il vero strumento per combattere la povertà. E non fidatevi di quelli che dicono, trionfalmente, di eliminarla in poco tempo e senza sforzi!
3 ciak 🎬 🎬🎬 al film e 5 a Marinelli, un attore italiano di grande bravura e ancora capace di crescere.

1 commento su “Martin Eden”

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