The Hateful Eight

Nell’attesa di vedere, prima che posso, il nuovo film di Tarantino, voglio segnalarvi la possibilità di vedere o rivedere il precedente “The Hateful Eight”, in streaming gratuito su RaiPlay. Il titolo, gli odiosi otto (che esclude singolarmente dal novero l’unica donna, un vero pendaglio da forca), rammenta agli spettatori attenti che questa è appunto l’ottava creazione del regista. E si pone sulla stessa linea di Django, quanto a contesto: si focalizza ancora una volta sulle storie che hanno fatto la storia degli Stati Uniti, sul mondo violento e senza distinzione tra bene e male che è venuto prima di Obama e poi a ritroso di tutto il resto.

Preview_vid_The_hateful_eightTra i protagonisti non ci sono buoni, nessuno si salva, si annega nell’odio senza pietà, nel sangue che sporca tutto nell’indifferenza di chi ne è inzuppato. Il sangue contrasta con la neve bianca di paesaggi montani spettacolari (il film è girato tra le montagne rocciose del Colorado ma nella fiction ambientato nel Wyoming).

L’unico oggetto di inaspettato e generalizzato rispetto è uno scritto (falso) del presidente Lincoln al protagonista Samuel Jackson: quando lo leggono, anche con le mani grondanti di sangue, gli “otto” addirittura di commuovono e si “mettono sull’attenti”. Un richiamo alla ipocrisia “tipica” di quella società, sin dagli albori?

Certo lo sguardo di Tarantino è sghignazzante ma non è bonario, e ci lascia nel dubbio se lui condivida che “la giustizia deve essere senza passione”. Perdetevi nei primi otto minuiti (di cui poi vi dimenticherete) di natura musicata in modo sublime e potente da Morricone.

Guardate con attenzione la scena della diligenza con  “tiro a sei” che sfreccia nella neve alta. Le froge fumanti dei cavalli (bianchi e neri, non a caso) spronati ad affrontare la tempesta in arrivo. Non vi sfuggirà, se siete o siete stati dei lettori dei classici gialli, una forse involontaria, ma secondo me chiarissima, citazione di “dieci piccoli indiani”.

Tutto è meravigliosamente “politically uncorrect”. Le “vittime” sono quelle tradizionalmente deboli: le donne e i neri. Le battute meravigliosamente fulminanti e spesso del tutto fuori luogo, come quella, che pure non vi sfuggirà (esilarante) del “laissez faire”.

5 ciak.

1 commento su “The Hateful Eight”

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