Vivere

Amo la capacità introspettiva di Francesca Archibugi e la sua bravura nel rappresentare chi siamo, le nostre vette e miserie, senza moralismi e con una scelta di attori sempre azzeccata (qui ho recensito il suo penultimo film, Gli sdraiati, del 2017). Stavolta ha lavorato con Paolo Virzì (ricordate il capolavoro de La pazza gioia, con protagonista Micaela Ramazzotti, sua compagna nella vita? )e Francesco Piccolo (autore di Momenti di trascurabile felicità) coautori della sceneggiatura.

 

Vivere2

E ve ne accorgerete. Innanzitutto, perché il personaggio della protagonista, Susi, sembra costruito per la Ramazzotti (c’è dunque la mano di chi la conosce molto bene): una giovane donna che ha messo da parte il suo talento da etoile per annaspare in un’esistenza piena di difficoltà. Poi ritroverete il tocco di Piccolo nel descrivere le situazioni della quotidianità, quelle emblematiche che si ripetono e che dimostrano che facciamo errori ripetitivi e che dall’esperienza impariamo poco o niente. E la sensibilità della Archibugi nel delineare le geografie complicate e contraddittorie dei rapporti umani e delle relazioni sentimentali.

Vivere (il cui titolo non può che ricordarci Vasco) parla di coppie, di disamore, tradimenti, leggerezze, disperazione. Racconta di cosa succede a due persone innamorate pazze che pensavano di essere imbattibili quando su di loro franano problemi di soldi; un lavoro insoddisfacente; le malattie dei figli. Come reagiamo di fronte al fallimento dei nostri sogni? Quando ci accorgiamo che ciò che immaginavano come felicità è un “gioiello” di metallo vile?

Il racconto ha una grande forza di immedesimazione. Il pubblico, di certo, si rispecchierà in uno o più personaggi e situazioni. Quelle raccontate sono cose viste e straviste nella vita di tutti i giorni. Credo sia il limite e la forza del film. Poi, a guardare tutto “dal basso” della sua solitudine, c’è il “per.ind.” (che sta per perito industriale, le parole scritte sulla targhetta della porta): il vicino di casa gentile, corretto, un po’ disadattato. È Marcello Fonte (lo ricordare il Dogman? Ne ho scritto qui) ad interpretare questa sorta di grillo parlante, un personaggio il cui significato resta misterioso fino agli ultimi dieci minuti. Quello che dice, le poche frasi che rivolge al suo interlocutore, danno senso al film, chiuderete il cerchio di tutte quelle vicende, dello squallore e dell’infelicità; della complessiva cupezza che vi accompagnerà per tutto il tempo (aggravata dalla constatazione che ciò è che è narrato è realtà di ogni giorno, la nostra vita, semplicemente, con le sue difficoltà e contraddizioni).

Ottima la Ramazzotti; sempre (troppo) uguale a se stesso ed inespressivo Giannini. Montesano quasi irriconoscibile, nei panni di un ricchissimo avvocato invischiato con il mondo di mezzo.

3 ciak 🎬 🎬🎬: avrete di che riflettere, pensare cosa avreste fatto voi e se vi riconoscete in qualcuna di quelle tragiche figure.

1 commento su “Vivere”

  1. Bellissimo film… magistralmente interpretato da due attori che non hanno bisogno di presentazione…. Giannini che si cala nella parte di fallito multilivelli…. Ramazzotti la donna multitasking che cerca di tenere insieme questa famiglia comunque sbandata…. Montesano il severo pieno di vizi nascosti…. ma che tristezza…. purtroppo è la realtà in tanti casi….. si esce con l’amaro in bocca ma si riconsidera la propria vita con più entusiasmo….

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...