Joker

Todd Philips porta sul grande schermo, ancora una volta, il celebre personaggio DC Comics, acerrimo nemico di Batman, già interpretato da Cesar Romero, Jack Nicholson, Heath Ledger, Jared Leto. Non una sfida semplice dunque, perché ci sono già precedenti importanti, quel clown antieroe ha diversi volti nella memoria dei cinefili; ed in più, il grande pubblico, come dimostrano i numeri impressionanti del botteghino (solo in Italia ha superato i 15 milioni di euro!), si aspettava da Joker un “prodotto” fumettistico, di fantasia, tratto da storie infarcite di superuomini con poteri estremi.

joker1200-690x362Il divieto ai minori di 14 anni (l’ho constatato nei cinema) ha “scatenato” la curiosità degli adolescenti che hanno letteralmente invaso le sale, con il loro immancabile carico di pop corn. Eppure in questo capolavoro, già premiato a Venezia ed in attesa di essere protagonista agli Oscar, c’è molta realtà, dura e cruda e pochissima fantasia, se si fa eccezione per la città dove è ambientata la storia di Arthur Fleck.

Si tratta di Gotham city, la metropoli immaginaria dove si svolgono le avventure di Batman: una sorta di New York imbastardita dall’essere abitata da una società fratturata e sull’orlo di una crisi, causata dalle diseguaglianze, dalla violenza e dalla sporcizia. Sono i ratti, che si intravedono nelle strade della città, a simboleggiare il degrado anche morale che avvolge senza speranza di riscatto la popolazione: la gente è divisa nettamente tra ricchi e poveri e l’odio aumenta come se l’iniquità di quella condizione fosse un lievito cattivo, capace di fare esplodere la violenza e deflagrare ogni equilibrio.

Vi dico una cosa: per me questo film è perfetto, sono uscita dal cinema con il desiderio di rivederlo, per cogliere più consapevolmente le citazioni, per comprendere meglio i rapporti causa-effetto degli eventi. Per rivedere la maestria di Joaquin Phoenix (visto, da ultimo, ne I fratelli sisters) che per questo film si è sottoposto ad una impietosa dieta dimagrante e – da quanto si può leggere – si è a tal punto calato nel personaggio folle di Joker da manifestare, durante le riprese (durate otto mesi), qualche segno di pazzia, secondo molti (anche il regista!) dovuto proprio al deciso calo lipidico (avete mai visto uno a dieta ben disposto verso il prossimo?).

Joker è un’opera complessa e sconvolgente, che parla innanzitutto della malattia mentale, di quanto possa essere legata all’esperienza della prima infanzia. Parla delle ingiustizie sociali, dei potenti e dei deboli, della violenza e della reazione alla violenza. Del farsi giustizia da sé, perché è eccessivo il peso degli squilibri sotto i nostri occhi.

Parla di tutte queste cose, con immagini esagerate, che non vogliono nemmeno avere come modello Tarantino, lo sorpassano a destra. Oltre lo splatter, alla ricerca del consenso del pubblico, che non può non schierarsi dalla parte di Arthur, anche quando viola tutte le regole del vivere civile. Le scene più belle sono quelle dove Joker si trucca da clown e dove balla come se avesse una musica dentro (cercate la colonna sonora originale: è potente e bellissima, ad accompagnare immagini che non dimenticherete).

Una menzione speciale merita Bob De Niro, una presenza fondamentale nella storia, anche per le citazioni del Bronx di Taxi driver. That’s life è la sua parola d’ordine, con la voce di Sinatra. Si può chiedere di più a un film?
Imperativo categorico: vederlo, prima che vinca un meritatissimo Oscar.

5 ciak 🎬 🎬🎬🎬🎬 da una Decima Musa in sollucchero.

1 commento su “Joker”

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