1917

Questo film dimostra che le guerre del secolo scorso non hanno smesso di avere una notevole potenza narrativa, sentita anche dai contemporanei. Perché è grande l’emozione e la tensione che ha generato nel grande pubblico il racconto, semplice nella trama, nei temi e nei valori, della vicenda avventurosa di due giovani ufficiali inglesi, alle prese con una missione, sulla carta, impossibile. Quella di attraversare un territorio minato e pericolosissimo, per la presenza dei soldati tedeschi, in agguato o in finta ritirata, per portare a un battaglione alleato l’ordine di non attaccare: se il dispaccio non fosse arrivato o fosse arrivata in ritardo, sarebbe stata sicura una strage di giovani soldati, e tra questi vi era anche il fratello di uno dei protagonisti.

1917-backstage-copertina-726x4001917 era candidato agli Oscar 2020 e considerato tra i favoriti, proprio per il successo di pubblico avuto da quando è uscito nelle sale: ha ricevuto, come già saprete, tre premi importanti, fotografia, sonoro, effetti speciali. E sono meritatissimi, perché la pellicola è tecnicamente preziosa, immersiva, vivida, cruda, palpitante. Soprattutto grazie al fatto che è un unico, continuo piano sequenza: sembra girato in tempo reale dall’inizio alla fine, la camera dà l’impressione di essere piazzata sulle spalle dei protagonisti, cade nel fango delle trincee, si schizza del sangue degli avversari, non ha tregua, nella corsa verso l’obiettivo di salvare un intero battaglione dalla trappola tedesca.

La mente va facilmente a Dunkirk, un film altrettanto drammatico e teso, una storia di guerra che come questa lascia con il fiato sospeso per tutto il tempo del cinema. Qui ho trovato ancora più significativo il tema dell’amicizia e dell’umanità, che nonostante la pericolosità della missione e la continua lotta per sopravvivere e per arrivare alla meta permea momenti importanti del racconto: come quello in cui Shofield si rifugia in un nascondiglio dal combattimento e vi trova una ragazza con un neonato. In richiamo alla vita normale è più in generale alla vita, in un frangente dove tutto intono non è che devastazione e conflitto.

Sam Mendes, il regista, è uno dei più importanti esponenti del cinema britannico contemporaneo, vincitore dell’Oscar per con American Beauty; ha diretto alcuni capitoli della serie di 007, ed altri capolavori come Era mio padre, Revolutionary Road, Jarhead, American Life. I due protagonisti sono interpretati da George MacKay, visto in Captain Fantastic e come protagonista di The Kelly Gang, e Dean-Charles Chapman, impegnato nel West End londinese come Billy Elliot nella versione musical, nonché nelle ultime stagioni de Il trono di spade.

Io ve lo consiglio, è un filmone da 4 ciak 🎬 🎬🎬🎬.

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