Carol

Vi invito a riscoprire un film potente e bellissimo, prezioso in tutto, a partire dalle eleganti, e rivoluzionarie, protagoniste. La storia è ambientata nel 1950, a New York, nel momento della elezione del presidente Eisenhower.

Il mondo era tutto al maschile, modellato sugli uomini, le donne un apprezzato soprammobile: le più fortunate erano perfette padrone di casa, le più coraggiose facevano le commesse nei grandi magazzini.

E chi era diversa? Era posta davanti alla scelta: rinunciare a se stessa, soccombere al conformismo di quella società apparentemente così avanzata e confortevole; o affermare il proprio modo di essere, comprese le scelte sessuali, e rischiare di rimanere ai margini.

Chi è diverso è solo, scrive una mia amica poetessa. Oppure no, perché trova la sua anima gemella. Uomo o donna che sia. Questo è il punto. Se sei una strana ragazza piovuta dal cielo a cui piace fotografare, in un mondo dove le donne sono relegate a fare le mammine e le mogliettine, tutto sembra in salita. Se sei una donna evoluta e passionale e scalpiti nell’angolo dove marito e suocera dallo sguardo sempre vindice ti vogliono recludere, la vita può apparire una maratona di sconfitte.

Questo film però è una storia di vittoria, per questo mi è piaciuto. Ci dice che le scelte (quelle vere) sono ardue, ma che ci rendono liberi. Scegliere di essere se stessi è sempre la strada da percorrere anche se il sentiero fa lacrimare. E, paradosso?, si può essere delle ottime madri anche essendo in tutto e per tutto controcorrente. Vi dico una cosa: al di là delle apparenze (e delle belle scene saffiche) la storia riguarda la libertà di scelta di cosa si vuole davvero nella propria vita. E non solo la libertà delle proprie preferenze sessuali, che ne sono solo un’espressione. La battuta che più mi è piaciuta (forse perché mi ci ritrovo): “E lei Therese lo vuole sposare?”. E Therese: “A malapena so cosa ordinare per pranzo”. La scena più bella: l’ultima, ma non vi dico perché sennò dite che vi svelo il finale.

Assolutamente da vedere, se avete oltrepassato gli anni 50, dal punto di vista della vostra evoluzione mentale.

1 commento su “Carol”

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