Tutti gli articoli di ti

La linea verticale

Nella settimana in cui Camilleri e De Crescenzo ci hanno lasciato al nostro destino, per fortuna – per chi vuole – con l’eredità delle loro parole e di filosofie di vita alternative all’odio, al livore e all’indifferenza, voglio dedicare qualche riga a Mattia Torre. Anche lui in questi giorni se n’è andato, un altro bravissimo autore, scrittore e sceneggiatore. Era nel pieno della sua vita e della sua attività creativa; non poteva, come Camilleri e De Crescenzo, annoverare tra i suoi ricordi due guerre mondiali, la liberazione, la prima costituzione repubblicana, quasi tutta la storia del 900, oltre a questo ventennio degli anni zero. Era del ‘72. Troppo giovane per morire.

Un peccato non potere più leggere, ascoltare e vedere le sue creazioni letterarie e cinematografiche, vere chicche di riflessione post moderna, occasioni imperdibili per scandagliare dentro noi stessi e il nostro tempo. Se non lo conoscete, per farvi un’idea, guardate questi cinque minuti de “I figli ti invecchiano”, un monologo di Valerio Mastandrea. Si tratta di un pezzo di una sua opera antologica, In mezzo al mare (Mondadori), che potete leggere ed anche ascoltare in uno splendido audiolibro, narrata da Valerio Aprea, Geppi Cucciari e sempre Valerio Mastandrea. Che è pure protagonista del film per la televisione, di cui vi parlo (evidentemente e drammaticamente autobiografico) che la Rai ha trasmesso in otto puntate lo scorso anno. Continua a leggere La linea verticale

La casa de papel

Il 19 luglio esce l’attesa terza stagione de La casa de papel, la serie spagnola, record assoluto di spettatori al mondo, tra quelle non americane. Uscita in anteprima su Antena 3, oggi esclusiva Netflix. Se non avete visto le prime stagioni, cercate di mettervi in pari: non è facile andare avanti a raccontare una storia che sembrava avere trovato il suo finale perfetto. Questa è la sfida del sequel, e non è da poco, considerando il livello qualitativo del film finora visto e l’empatia creata dai suoi protagonisti con il pubblico.

Il racconto parte da un’idea folle: il Professore, un personaggio misterioso, di cui da subito si riconosce l’immensa intelligenza e cultura, la capacità camaleontica di trasformarsi a seconda della situazione nel personaggio più giusto ad affrontarla, pianifica il colpo del secolo. Svaligiare la Zecca di Stato spagnola, ma non semplicemente portando via il denaro che vi si sarebbe trovato depositato, bensì stampandone di nuovo in quantità incommensurabili: milioni di euro, appena usciti dalle macchine rotative, nelle tasche degli otto rapinatori, addestrati appositamente per attuare una rapina perfetta. Sono previste varianti per ogni possibile evento, vie di uscita di emergenza per qualsiasi imprevisto.

Continua a leggere La casa de papel

Fauda

In arabo Fauda significa caos. Già partendo da qui, comprenderete il clima di questa serie televisiva made in Israele, ambientata in Cisgiordania, giunta alla sua seconda stagione su Netflix (gli estimatori come sempre accade congetturano sull’uscita della terza, che pare già in lavorazione e probabilmente in Italia dal 2020).

A me ha conquistato, ma leggendo sul web mi sono resa conto di non essere molto originale: ha avuto un notevole successo, soprattutto in patria, ma anche all’estero, dove viene doppiata solo in parte. Un plusvalore, senza dubbio, per entrare nell’autenticità del clima e del contesto: i dialoghi in arabo sono in lingua originale e sottotitolati, mentre nella versione italiana quelli in lingua israeliana sono doppiati. L’argomento è il conflitto israelo-palestinese in quei territori, una guerra quotidiana che si combatte applicando da entrambe le parti il principio, più volte ripetuto come un mantra dai protagonisti, di “occhio per occhio, dente per dente”.

Continua a leggere Fauda

Arrivederci Professore

Johnny Deep ha un ruolo insolito in questo film: lo vedrete nelle vesti drammatiche e a tratti grottesche di un professore universitario di letteratura, cinquantenne, del New England.

Borghesia colta, qualche buon amico, un matrimonio infelice, una figlia ribelle. La moglie lo tradisce freddamente nel suo stesso ambiente di lavoro: una rivelazione che lo lascia praticamente indifferente, forse perché non la ama più, forse perché ha appena scoperto di avere davanti pochi mesi di vita. Il tema è questo: semplice, ma universale. Banale ed insieme drammatico e tagliente: ogni spettatore si è messo al posto del protagonista, in quel colloquio apparentemente asettico con il medico, che lo informava della situazione.

Continua a leggere Arrivederci Professore

Sopravvissuto – The martian

Ritrovi Robinson Crusoe nel personaggio di Mike, disperso su Marte perché creduto morto dal suo equipaggio durante la spedizione Ares sul pianeta rosso. Uno che non si arrende nemmeno rendendosi conto di trovarsi solo (unico essere vivente) in un deserto inospitale ed anossico a nove mesi di viaggio spaziale dal nostro pianeta.

In un luogo dove non cresce nulla, dove le tempeste sono prive di acqua, sono di pietre e sabbia, Mike si salva la vita ripartendo dalla terra, incommensurabilmente lontana. Da botanico la conosce, trova il modo per coltivarla, all’interno del rifugio, addirittura produce l’acqua. Pianta patate. Non si lascia abbattere dalle continue avversità, mette a frutto ogni sua risorsa fisica ed intellettuale.

Continua a leggere Sopravvissuto – The martian

L’ora legale

Approda su Netflix il film L’Ora Legale di Ficarra e Picone. Per quanti lo vedranno o rivedranno in streaming, ribloggo la mia recensione del 2017, in uscita dalle sale.

Il blog di Decima Musa

Ficarra e Picone, è vero, fanno morire dal ridere: ma vi assicuro che questo è il film (per me) più triste e realmente pessimista della stagione. Realmente perché, con ironia ma senza veli e nascondimenti, fotografa “come siamo”. La nostra società, i politici, la politica, i cittadini. 

Pessimista perché non dà speranza di redenzione e ci dice: l’onestà e le regole ci piacciono solo in vetrina. Quando “qualcuno” davvero le applica e ce le applica, apriti cielo. Questa è la storia di un paesetto siciliano, che rappresenta però l’archetipo del Comune italico dominato, da tempo immemorabile, da una politica maneggiona e affarista, se non corrotta e collusa. Avete presente? Lì il sindaco tratta la “cosa pubblica” come “cosa propria”: piazza nei posti giusti gli amici o chi gli assicura ricompense di varia natura; tollera illegalità in cambio di benevolenza e voti; distribuisce favori traendone come corrispettivo potere e denaro, nelle…

View original post 252 altre parole

A mano disarmata

Claudia Gerini accetta la sfida di interpretare un’eroina dei nostri giorni, tuttora vivente (nonostante gli enormi rischi che si è assunta e che tutt’oggi pesano sull’incolumità sua e dei suoi familiari), in un racconto di cronaca vera e vissuta: dimostrando di essere una brava attrice drammatica e di avere una rara versatilità nel passare da ruoli brillanti a parti come questa, dove da ridere c’è davvero pochissimo (guardate qui, gli ultimi film recensiti, che l’hanno vista protagonista).

Parlo subito di lei, plaudendo al suo valore e al pathos che è stata capace di trasmettere agli spettatori, perché ho considerato veramente difficile calarsi con naturalezza nel ruolo di Federica Angeli, la giornalista de La Repubblica divenuta famosa in questi anni per le sue inchieste sulla mafia di Ostia, sul litorale romano. Addirittura, la stessa Federica si è stupita di vedersi rappresentata con tanta naturalezza e fedeltà: ho letto in un’intervista che i suoi stessi figli hanno confessato di avere dimenticato, nel vedere il film, che a interpretare la madre fosse un’altra persona e non lei stessa (una sensazione simile a quella di cui vi ho parlato ne Il Traditore, pochi giorni fa).

Continua a leggere A mano disarmata