Archivi categoria: seconda visione

Sole cuore amore

Un film nelle sale Mio fratello rincorre i dinosauri mi ha riportato alla mente una pellicola del 2016, nel quale la protagonista è ancora Isabella Ragonese.  Non a caso il libro citato in Sole cuore amore del regista Daniele Vicari è di Sibilla Aleramo. Le sue lettere d’amore. Questa infatti è una storia, durissima e insieme poetica, che racconta delle donne e della loro capacità di dare e darsi. Spesso senza rendersi conto che l’uomo a cui danno e si danno ricambia con stitico egoismo quella generosità senza calcolo.

soleDaniele Vicari non offre giustificazioni ai personaggi maschili, a nessuno, persino a quelli che, in fondo, non fanno nulla di male. Ma che ugualmente consentono alle durezze della vita di schiacciare le ragazze che dichiarano di amare. Trovo che le protagoniste in questo bel film (di cui purtroppo pochi parlano) siano la bravura incredibile di Isabella Ragonese e la musica, la tromba struggente di Rava e la colonna sonora originale di Stefano Di Battista.

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Così parlò Bellavista

Il 2019 ci ha portato via, poco dopo Andrea Camilleri, un altro “mostro sacro” della cultura contemporanea Made in Italy, Luciano De Crescenzo. Molto tempo fa, da ragazzina, lessi il suo libro cult (opera prima dell’autore) Così parlò Bellavista, edito nel 1977 da Mondadori. A pensarci oggi, credo – all’epoca – di non averci capito molto, anche se lo trovai divertente. Forse ne compresi un livello minimo di significato, e mi sfuggì il senso filosofico degli insegnamenti del professore. Per questo, da “grande”, ho voluto rivedere il film, che ho trovato liberamente scaricabile a questo link su Facebook.

Il racconto ha una trama semplice e la dimensione spaziale di un condominio napoletano, dove un gruppo di personaggi, molto caratterizzati, si riunisce con cadenza quotidiana a discutere di massimi sistemi nello studio di Bellavista (interpretato dallo stesso De Crescenzo, che mette in scena se stesso e le sue idee). I temi di base sono quelli dell’amore e della libertà, trattati come scelte alternative e non sovrapponibili; opzioni che rappresentano un modo di vedere la vita: l’amore, geograficamente, tipico del sud; la libertà, del nord (per semplificare, ma nella semplificazione sta la forza dell’opera, accessibile a tutti e insieme mai insulsa o volgare).

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Sopravvissuto – The martian

Ritrovi Robinson Crusoe nel personaggio di Mike, disperso su Marte perché creduto morto dal suo equipaggio durante la spedizione Ares sul pianeta rosso. Uno che non si arrende nemmeno rendendosi conto di trovarsi solo (unico essere vivente) in un deserto inospitale ed anossico a nove mesi di viaggio spaziale dal nostro pianeta.

In un luogo dove non cresce nulla, dove le tempeste sono prive di acqua, sono di pietre e sabbia, Mike si salva la vita ripartendo dalla terra, incommensurabilmente lontana. Da botanico la conosce, trova il modo per coltivarla, all’interno del rifugio, addirittura produce l’acqua. Pianta patate. Non si lascia abbattere dalle continue avversità, mette a frutto ogni sua risorsa fisica ed intellettuale.

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Onda su onda

Mi piace Rocco Papaleo non solo come attore (in questo caso anche regista) ma anche come musicista e raffinato intenditore di musica. Ricorderete Basilicata coast to coast, che oltre ad essere divertente in modo originale, aveva una bellissima colonna sonora. E Il grande Spirito, il film di Rubini, ancora nelle sale, con una splendida interpretazione dell’attore lucano. Oggi vi propongo di riscoprire Onda su onda, necessariamente in dvd.

Nel film un ottimo Alessandro Gassmann, alle prese con un personaggio non facile, in bilico, non adeguato alla vita ma generoso ed a suo modo geniale. Rocco Papaleo è ancora più disequilibrato di lui; o meglio rappresenta, anche fisicamente, una vita non proprio andata nel verso giusto: è uno sconfitto che ciononostante non ha perso la voglia e il gusto di suonare anche solo ad un pubblico di marinai di eterogenee provenienze ed idiomi (una chicca l’interpretazione di Bella ciao, come anche quella di Onda su onda, di Conte, completamente rivisitata da Papaleo).

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Dheepan – Una nuova vita

Colpisce questa Palma d’oro 2015 (stesso regista del western “I fratelli Sisters” di cui vi parlerò prestissimo) per la lucida attualità del tema, trattato in modo intenso ed originale, mai didascalico e con un lieto fine che davvero stupisce (nel contesto di un dramma dove gli spiragli sono pochissimi). Il tema è quello dei milioni di fuggitivi, di profughi (non semplici migranti, come è stato giustamente sottolineato) che cercano una nuova vita lasciandosi alle spalle guerre brutali, persecuzioni, negazioni di elementari diritti, anche quello ad una vita minimamente dignitosa.

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Qui i tre protagonisti (che si fingono una famiglia per sfruttare passaporti di altri morti sul campo) abbandonano lo Sri Lanka dove ferve un conflitto interno sanguinario, per ritrovarsi “ultimi” di una periferia di “ultimi” della capitale francese, dove trovano però tutt’altro che pace.

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Una questione privata 

Il #25aprile racconta un pezzo di storia d’Italia. La festa serve per non dimenticare quei fatti, come fanno sempre i libri ed il cinema.
Vi ripropongo il film “Una questione privata”, tratto dall’omonimo libro di Fenoglio. Con un grande Marinelli, a interpretare un personaggio per nulla facile.
A me è piaciuto moltissimo, è poetico come l’opera letteraria e racconta la storia con gli occhi di un artista. Se lo avete perso al cinema lo potete vedere con Prime Video, di Amazon.

Non è impresa banale fare un film tratto da un capolavoro letterario. Si rischia molto, soprattutto perché il pubblico che lo andrà a vedere, in larga parte, avrà in mente le pagine del libro e sarà portato a confrontare.

Inutile dire che spesso il paragone va a scapito del film: il risultato della necessità di tagliare ed adattare e del fatto che il lettore si crea un’immagine dei personaggi che può non corrispondere all’interpretazione degli attori scelti. “Una questione privata” è ispirato all’omonimo romanzo, bellissimo, di Beppe Fenoglio: una storia d’amore in tempo di guerra.

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Poli opposti

Su Netflix c’è questo film, lo segnalo a chi ha voglia di una storia romantica e leggera, ben girata ed anche divertente, con lo sfondo di Roma (tutti, in questo periodo, ne parlano male ma è stra-bella, ed io non mi stanco mai di vederla, nei film e dal vivo).

Certo il titolo, secondo me, è sbagliato. O meglio: serve per attirare l’attenzione e giustificare la locandina, ma i due protagonisti non sono affatto agli antipodi, se non in apparenza. D’altronde, le storie d’amore migliori richiedono affinità elettive di sostanza (io per esempio non starei mai con una persona a cui non piace il cinema, tanto per dirne una).

Certo, Stefano e Claudia “remano”, nelle loro vite professionali,  in direzioni opposte: lui (un terapista) per risanare coppie in crisi, lei (un avvocato) per “armare” a dovere le sue clienti (tutte rigorosamente donne) nell’agone distruttivo dei giudizi di divorzio (ma non sarebbe meglio, quando l’amore finisce, lasciarsi senza guerre pubbliche e non uccidere anche i ricordi più sani del sentimento passato?). Continua a leggere Poli opposti