Archivi categoria: seconda visione

Nove novembre

Il 9 novembre di trent’anni fa veniva giù a picconate il muro di Berlino. Io dico che è una data da festeggiare come tutte quelle in cui si conquista o riconquista ciò che di più prezioso abbiamo: la libertà. Di muoverci, senza confini; di amarci, senza limiti; di pensare, senza dogmi. Lo celebro con un film e una canzone. 

Il film è Atomica bionda e ne avevo parlato qui una spy story immaginata proprio in quei giorni fatidici nella capitale tedesca. Lo trovate su Prime Video di Amazon e on DVD.

La canzone è Futura, di Lucio Dalla, datata 1980. Sapevate che la scrisse proprio a Berlino, in mezz’ora, sotto il muro? Racconta di due amanti, divisi dal muro. Che progettano di fare una figlia e di chiamarla Futura. Poi quel futuro è arrivato, dopo tanta sofferenza e insensata separazione: non dimentichiamoci di quanto sia prezioso. 

Qualcosa di nuovo

Su Netflix potete (ri)vedere questo film se sentite il bisogno di una commedia vera. Basata, classicamente, da Plauto in poi, sull’equivoco, sullo scambio di ruoli e sulla leggerezza delle battute, senza però tralasciare un contenuto degno di riflessione.

taglioAlta_00116Le due protagoniste poi sono bravissime ad interpretare personaggi femminili antitetici e tuttavia amiche per la pelle: Cortellesi (Lucia) è una cantante jazz di successo, sempre in giro per il mondo, ostinatamente single dopo un matrimonio finito male, con sofferenza. Ramazzotti (Maria) è separata, ha due bambini e si barcamena in una vita incasinata dove gli uomini entrano ed escono come in un saloon, a volte senza che nemmeno ne conosca il nome.

Continua a leggere Qualcosa di nuovo

The Hateful Eight

Nell’attesa di vedere, prima che posso, il nuovo film di Tarantino, voglio segnalarvi la possibilità di vedere o rivedere il precedente “The Hateful Eight”, in streaming gratuito su RaiPlay. Il titolo, gli odiosi otto (che esclude singolarmente dal novero l’unica donna, un vero pendaglio da forca), rammenta agli spettatori attenti che questa è appunto l’ottava creazione del regista. E si pone sulla stessa linea di Django, quanto a contesto: si focalizza ancora una volta sulle storie che hanno fatto la storia degli Stati Uniti, sul mondo violento e senza distinzione tra bene e male che è venuto prima di Obama e poi a ritroso di tutto il resto.

Preview_vid_The_hateful_eightTra i protagonisti non ci sono buoni, nessuno si salva, si annega nell’odio senza pietà, nel sangue che sporca tutto nell’indifferenza di chi ne è inzuppato. Il sangue contrasta con la neve bianca di paesaggi montani spettacolari (il film è girato tra le montagne rocciose del Colorado ma nella fiction ambientato nel Wyoming).

Continua a leggere The Hateful Eight

Tommaso

E’ da poco disponibile su Netflix, se vi è sfuggito vi consiglio di recuperarlo in streaming. La ragione del titolo? Si tratta di un sequel, rispetto al primo film da regista di Kim Rossi Stuart, “Anche libero va bene”. Dove il bambino protagonista si chiamava appunto Tommaso. Questa volta il regista (e cosceneggiatore) Kim parla di un quarantenne, ci descrive come è diventato quel bambino. Sempre Tommaso.

tommaso Kim Rossi StuartNon è semplice in pochi aggettivi concentrare il personaggio (pure interpretato dal regista) intorno al quale ruotano tutti gli altri (o meglio le altre), come in una girandola ripetitiva ed insensata. Nevrotico, insoddisfatto, indeciso, irresponsabile, isterico, pavido, immaturo.

Continua a leggere Tommaso

Sole cuore amore

Un film nelle sale Mio fratello rincorre i dinosauri mi ha riportato alla mente una pellicola del 2016, nel quale la protagonista è ancora Isabella Ragonese.  Non a caso il libro citato in Sole cuore amore del regista Daniele Vicari è di Sibilla Aleramo. Le sue lettere d’amore. Questa infatti è una storia, durissima e insieme poetica, che racconta delle donne e della loro capacità di dare e darsi. Spesso senza rendersi conto che l’uomo a cui danno e si danno ricambia con stitico egoismo quella generosità senza calcolo.

soleDaniele Vicari non offre giustificazioni ai personaggi maschili, a nessuno, persino a quelli che, in fondo, non fanno nulla di male. Ma che ugualmente consentono alle durezze della vita di schiacciare le ragazze che dichiarano di amare. Trovo che le protagoniste in questo bel film (di cui purtroppo pochi parlano) siano la bravura incredibile di Isabella Ragonese e la musica, la tromba struggente di Rava e la colonna sonora originale di Stefano Di Battista.

Continua a leggere Sole cuore amore

Così parlò Bellavista

Il 2019 ci ha portato via, poco dopo Andrea Camilleri, un altro “mostro sacro” della cultura contemporanea Made in Italy, Luciano De Crescenzo. Molto tempo fa, da ragazzina, lessi il suo libro cult (opera prima dell’autore) Così parlò Bellavista, edito nel 1977 da Mondadori. A pensarci oggi, credo – all’epoca – di non averci capito molto, anche se lo trovai divertente. Forse ne compresi un livello minimo di significato, e mi sfuggì il senso filosofico degli insegnamenti del professore. Per questo, da “grande”, ho voluto rivedere il film, che ho trovato liberamente scaricabile a questo link su Facebook.

Il racconto ha una trama semplice e la dimensione spaziale di un condominio napoletano, dove un gruppo di personaggi, molto caratterizzati, si riunisce con cadenza quotidiana a discutere di massimi sistemi nello studio di Bellavista (interpretato dallo stesso De Crescenzo, che mette in scena se stesso e le sue idee). I temi di base sono quelli dell’amore e della libertà, trattati come scelte alternative e non sovrapponibili; opzioni che rappresentano un modo di vedere la vita: l’amore, geograficamente, tipico del sud; la libertà, del nord (per semplificare, ma nella semplificazione sta la forza dell’opera, accessibile a tutti e insieme mai insulsa o volgare).

Continua a leggere Così parlò Bellavista

Sopravvissuto – The martian

Ritrovi Robinson Crusoe nel personaggio di Mike, disperso su Marte perché creduto morto dal suo equipaggio durante la spedizione Ares sul pianeta rosso. Uno che non si arrende nemmeno rendendosi conto di trovarsi solo (unico essere vivente) in un deserto inospitale ed anossico a nove mesi di viaggio spaziale dal nostro pianeta.

In un luogo dove non cresce nulla, dove le tempeste sono prive di acqua, sono di pietre e sabbia, Mike si salva la vita ripartendo dalla terra, incommensurabilmente lontana. Da botanico la conosce, trova il modo per coltivarla, all’interno del rifugio, addirittura produce l’acqua. Pianta patate. Non si lascia abbattere dalle continue avversità, mette a frutto ogni sua risorsa fisica ed intellettuale.

Continua a leggere Sopravvissuto – The martian