Archivi categoria: sostiene Decima

Cattive acque

In tempi di pandemia, è particolarmente utile vedere questo film coraggioso e vero, che parla di un’emergenza sanitaria gravissima, ma di quelle che, per ragioni di immaturità culturale del nostro mondo, non allarmano come un virus.

Mark Ruffalo stars as "Robert Bilott" in director Todd Haynes' DARK WATERS. Credit : Mary CybulskiLe motivazioni sono molteplici: la prima è che il pericolo di cui ci parla il regista Todd Haynes (lo stesso del favoloso Carol, del 2015), derivante da una contaminazione chimica messa in atto da una multinazionale a tutti nota (la DuPont), è invisibile agli occhi e agisce in modo latente e letale nel tempo; attraverso le acque, delle falde, dei fiumi: quelle destinate a uomini ed animali, all’alimentazione e ai più svariati uso domestici.
La seconda è perché, troppo spesso e davanti ai nostri occhi, le ragioni della produzione e dell’economia sono più forti di quelle della salute e dell’ambiente.
Poi c’è un ulteriore motivo: di solito nessuno crede a chi, non avendo potere e denaro, denuncia un abuso a carico di soggetti dotati di potere e denaro. Continua a leggere Cattive acque

Carol

Vi invito a riscoprire un film potente e bellissimo, prezioso in tutto, a partire dalle eleganti, e rivoluzionarie, protagoniste. La storia è ambientata nel 1950, a New York, nel momento della elezione del presidente Eisenhower.

Il mondo era tutto al maschile, modellato sugli uomini, le donne un apprezzato soprammobile: le più fortunate erano perfette padrone di casa, le più coraggiose facevano le commesse nei grandi magazzini.

E chi era diversa? Era posta davanti alla scelta: rinunciare a se stessa, soccombere al conformismo di quella società apparentemente così avanzata e confortevole; o affermare il proprio modo di essere, comprese le scelte sessuali, e rischiare di rimanere ai margini.

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Gli anni più belli

Perché andare a vedere il nuovo film di Muccino che, dai trailer, sembra una riedizione con più amarcord di A casa tutti bene (di cui avevo parlato qui due anni fa) ? La ragione è semplice: è un bellissimo (drammatico, vero e commovente) racconto dedicato ai ragazzi di cinquant’anni di oggi.

muccino2020Parte dai primi anni 80, dalla loro adolescenza, in una Roma sdrucita e autentica (in gran parte perduta), ed arriva fino a noi attraverso le loro vite, cadute, tradimenti, fuggevoli vittorie. Il regista insegue i protagonisti con la macchina da presa spesso roteante, avvolgente, mai statica. Per un po’ quell’occhio guarda le situazioni dal punto di vista di uno, per poi spostarsi sull’altro: nessuno ha ragione o torto. Continua a leggere Gli anni più belli

Memorie di un assassino

Se avete apprezzato, come spero, il meraviglioso e pluripremiato Parasite non perdete l’occasione di vedere al cinema un film del 2003 dello stesso regista, “riesumato” nelle sale d’Occidente, dopo avere “scoperto” agli ultimi Oscar la genialità di Bong Joon Ho. Vedendolo, si comprende meglio da quale humus scaturisce il miglior film del 2020 secondo la giuria hollywoodiana.

Si tratta di una storia nera e insieme grottesca; di un poliziesco di investigatori sfigatissimi, di un thriller senza soluzione, ingarbugliato e zozzo, come gli uffici pubblici dove si indaga: quelli di un paese coreano lontano dalla capitale, scaraventato tra campi fangosi e boscaglia buia, dove si può facilmente morire ammazzati e trovare il colpevole è una impresa impossibile. Continua a leggere Memorie di un assassino

Storia di un matrimonio

Ancora una volta Netflix punta al cinema di qualità, ad una pellicola tutta basata su attori eccezionali, temi complessi, introspezione. Pensate a Roma (che ho recensito qui) e a The Irishman (di cui ho parlato qui). Film importanti, competitivi nei più blasonati premi internazionali.

Non solo dunque serie di altissima qualità e successo di pubblico, ma veri capolavori, come questo: che fa venire in mente Kramer contro Kramer. Perché più che il racconto di una storia d’amore, si tratta della lucida narrazione della fine di quel sentimento, della via crucis della crisi, delle tappe dolorose, isteriche, alienanti, che portano al divorzio e poi a quello che c’è dopo. Continua a leggere Storia di un matrimonio

Odio l’estate

Il trio comico di Aldo Giovanni e Giacomo è tornato! è proprio il caso di dirlo: il loro undicesimo film insieme ricorda i fasti di divertimento e brillantezza di Tre uomini e una gamba, ed il regista è lo stesso, Massimo Venier, che li ha diretti in altre prove altrettanto riuscite, in passato (Così è la vita e Tu la conosci Claudia).

In più, questa volta, ad incrementare la facilità e intelligenza della risata, l’apporto eccezionale di Maria Di Biase (spero non vi siate persi l’esilarante Vengo anch’io, in cui era anche regista con Nuzzo, suo compagno anche di vita:). Continua a leggere Odio l’estate

1917

Questo film dimostra che le guerre del secolo scorso non hanno smesso di avere una notevole potenza narrativa, sentita anche dai contemporanei. Perché è grande l’emozione e la tensione che ha generato nel grande pubblico il racconto, semplice nella trama, nei temi e nei valori, della vicenda avventurosa di due giovani ufficiali inglesi, alle prese con una missione, sulla carta, impossibile. Quella di attraversare un territorio minato e pericolosissimo, per la presenza dei soldati tedeschi, in agguato o in finta ritirata, per portare a un battaglione alleato l’ordine di non attaccare: se il dispaccio non fosse arrivato o fosse arrivata in ritardo, sarebbe stata sicura una strage di giovani soldati, e tra questi vi era anche il fratello di uno dei protagonisti.

1917-backstage-copertina-726x4001917 era candidato agli Oscar 2020 e considerato tra i favoriti, proprio per il successo di pubblico avuto da quando è uscito nelle sale: ha ricevuto, come già saprete, tre premi importanti, fotografia, sonoro, effetti speciali. E sono meritatissimi, perché la pellicola è tecnicamente preziosa, immersiva, vivida, cruda, palpitante. Soprattutto grazie al fatto che è un unico, continuo piano sequenza: sembra girato in tempo reale dall’inizio alla fine, la camera dà l’impressione di essere piazzata sulle spalle dei protagonisti, cade nel fango delle trincee, si schizza del sangue degli avversari, non ha tregua, nella corsa verso l’obiettivo di salvare un intero battaglione dalla trappola tedesca. Continua a leggere 1917

Figli

Il tema è così banale da essere scottante. È così delicato da essere tabù. Perché nessuno ha il coraggio di dire le cose come stanno (veramente) quando si parla di figli: facile trovare chi esalta la maternità/paternità; chi dice che danno un senso alla vita; chi sostiene che sono la chiave di ogni felicità.
Facile che chi ha deciso di non averne (soprattutto se donna) evita di argomentare la propria scelta in pubblico, se non a persone fidate, per evitare di essere visto come un novello Erode o come una femmina contro natura.

figli-1068x584Ecco perché questo film, se ce ne fosse bisogno, per chi non lo conosce già, è la dimostrazione della genialità di Mattia Torre, l’autore del testo da cui sono tratti il soggetto e la sceneggiatura; ed è la riprova di quanto abbiamo perso dalla sua morte prematura, argomento (insieme alla malattia ed a come irrompa nelle nostre vite, stravolgendole) della bellissima e struggente mini serie televisiva La linea verticale (di cui vi avevo parlato qui).
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