Archivi categoria: 3 ciak – film da vedere

I migliori anni della nostra vita

È un’idea artistica, romantica (all’inverosimile) e indubbiamente malinconica quella di Lelouch: riportare dietro la macchina da presa gli stessi protagonisti de Un uomo e una donna (anno 1966), più di cinquant’anni dopo. E quando dico gli stessi, lo faccio in senso letterale.

Si tratta dei medesimi (ancora capaci di bellezza e fascino) Jean Louis Tritingnant e Anouk Aimée, che si rincontrano dopo avere trascorso una vita intera separati. Reduci dall’amore travolgente narrato dal regista a metà degli anni sessanta; incapaci, nonostante matrimoni, figli, successi, malattie e fallimenti (vissuti distanti, dopo la traumatica separazione di allora), di dimenticare quegli anni. I più belli, rimasti insuperati. Continua a leggere I migliori anni della nostra vita

Marseille

La prima serie televisiva Made in France su Netflix (uscita 3 anni fa, per ora alla stagione numero 2) è tutta dedicata alla seconda capitale Francese, la città provenzale che per molte ragioni è una vera anti-Parigi. Ho deciso di vederla fondamentalmente per questa ragione: amo Marsiglia, ne sono stata sorpresa ed incantata, me ne è rimasto un ricordo colorato di blu e intriso di odore di salsedine; ho desiderio di tornarci, ci sono stata troppo poco.

Gli episodi di questo film a puntate non hanno fatto che aumentare la saudade per quei luoghi, sebbene più volte la sceneggiatura sia leggera come la brezza marina de La Corniche (la strada che costeggia per chilometri il Mediterraneo, orgoglio dei marsigliesi, insieme al loro stadio e alla grande cattedrale, La Major, in cima alla collina, che si vede da ogni parte della città).

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Ad astra

Brad Pitt, ancora lui (per di più, questa volta, anche produttore del film). Dopo la grande prova nell’ultima opera di Tarantino (C’era una volta…a Hollywood, in cui era Booth, un simbolo positivo di lealtà ed amicizia) lo vediamo destreggiarsi nelle vesti di un ingegnere spaziale, astronauta per nascita, essendo il figlio di uno dei più grandi navigatori stellari, sperduto da due decenni tra i pianeti più lontani.

La storia è ambientata nel futuro, in parte girata negli studios holliwoodiani, tra simulatori di volo ed immagini digitali; in parte in location reali, come le dune di Dumont nel Deserto del Mojave e i tunnel in disuso della città di Los Angeles (alcune sequenze sotterranee di Marte sono girate lì).

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Vivere

Amo la capacità introspettiva di Francesca Archibugi e la sua bravura nel rappresentare chi siamo, le nostre vette e miserie, senza moralismi e con una scelta di attori sempre azzeccata (qui ho recensito il suo penultimo film, Gli sdraiati, del 2017). Stavolta ha lavorato con Paolo Virzì (ricordate il capolavoro de La pazza gioia, con protagonista Micaela Ramazzotti, sua compagna nella vita? )e Francesco Piccolo (autore di Momenti di trascurabile felicità) coautori della sceneggiatura.

 

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E ve ne accorgerete. Innanzitutto, perché il personaggio della protagonista, Susi, sembra costruito per la Ramazzotti (c’è dunque la mano di chi la conosce molto bene): una giovane donna che ha messo da parte il suo talento da etoile per annaspare in un’esistenza piena di difficoltà. Poi ritroverete il tocco di Piccolo nel descrivere le situazioni della quotidianità, quelle emblematiche che si ripetono e che dimostrano che facciamo errori ripetitivi e che dall’esperienza impariamo poco o niente. E la sensibilità della Archibugi nel delineare le geografie complicate e contraddittorie dei rapporti umani e delle relazioni sentimentali.

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Tommaso

E’ da poco disponibile su Netflix, se vi è sfuggito vi consiglio di recuperarlo in streaming. La ragione del titolo? Si tratta di un sequel, rispetto al primo film da regista di Kim Rossi Stuart, “Anche libero va bene”. Dove il bambino protagonista si chiamava appunto Tommaso. Questa volta il regista (e cosceneggiatore) Kim parla di un quarantenne, ci descrive come è diventato quel bambino. Sempre Tommaso.

tommaso Kim Rossi StuartNon è semplice in pochi aggettivi concentrare il personaggio (pure interpretato dal regista) intorno al quale ruotano tutti gli altri (o meglio le altre), come in una girandola ripetitiva ed insensata. Nevrotico, insoddisfatto, indeciso, irresponsabile, isterico, pavido, immaturo.

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Martin Eden

Luca Marinelli è assoluto protagonista – pluripremiato a Venezia e Toronto – in questo film, ispirato a una storia dei primi del 900 scritta da Jack London e ambientata, nella sua versione originale, a San Francisco, in California. Il regista Pietro Marcello sceglie invece Napoli e la campagna campana (ci sono splendide visioni di pascoli di bufale, una fotografia che ricorda i quadri dei macchiaioli), ma rimane legato al racconto dello scrittore americano, quanto al personaggio principale, Martin Eden.

53480-MARTIN_EDEN_-_Actor_Luca_Marinelli__2_Lui è un uomo di mare, si imbarca per fare lavori umili ed avere una fonte di guadagno, sopravvivere in un’esistenza poco fortunata, umile e senza sbocchi né speranze di un futuro migliore. Siamo ad inizio secolo, e le classi sociali sono nettamente distinte: inconcepibile per un operaio frequentare una ragazza di famiglia ricca e borghese. Ed è quello che accade, per una casualità, al protagonista, cambiando il corso della sua vita.

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Mio fratello rincorre i dinosauri

Il film è l’opera prima di un giovane regista di Salò (classe 1997) che ha studiato cinema sia in Italia che all’estero, è già stato premiato per alcuni corti, collabora con importanti case produttrici. Insomma, anche se internet ci informa subito che è figlio del sindaco della sua città, non si può dire sia un raccomandato!

mio-fratello-rincorre-i-dinosauriScherzi a parte: il suo esordio è di certo impegnato. Perché decide di portare sul grande schermo il libro omonimo (edito da Einaudi, 2016) in cui Giacomo Mazzariol (questo è anche il cognome della famiglia protagonista del film) racconta la sua vera esperienza con il fratello minore Giovanni, affetto dalla sindrome di down. E Stefano Cipani lo fa in grande, con due attori importanti come Vittorio Gassmann (da poco visto in Onda su onda) e Isabella Ragonese (entrambi, ve lo dico già, recitano benissimo, tempi perfetti, affiatati come richiede il ruolo di una coppia simbiotica e progressista, che affronta le salite con il sorriso ma senza perdere la serietà).

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