Archivi categoria: 3 ciak – film da vedere

Martin Eden

Luca Marinelli è assoluto protagonista – pluripremiato a Venezia e Toronto – in questo film, ispirato a una storia dei primi del 900 scritta da Jack London e ambientata, nella sua versione originale, a San Francisco, in California. Il regista Pietro Marcello sceglie invece Napoli e la campagna campana (ci sono splendide visioni di pascoli di bufale, una fotografia che ricorda i quadri dei macchiaioli), ma rimane legato al racconto dello scrittore americano, quanto al personaggio principale, Martin Eden.

53480-MARTIN_EDEN_-_Actor_Luca_Marinelli__2_Lui è un uomo di mare, si imbarca per fare lavori umili ed avere una fonte di guadagno, sopravvivere in un’esistenza poco fortunata, umile e senza sbocchi né speranze di un futuro migliore. Siamo ad inizio secolo, e le classi sociali sono nettamente distinte: inconcepibile per un operaio frequentare una ragazza di famiglia ricca e borghese. Ed è quello che accade, per una casualità, al protagonista, cambiando il corso della sua vita.

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Mio fratello rincorre i dinosauri

Il film è l’opera prima di un giovane regista di Salò (classe 1997) che ha studiato cinema sia in Italia che all’estero, è già stato premiato per alcuni corti, collabora con importanti case produttrici. Insomma, anche se internet ci informa subito che è figlio del sindaco della sua città, non si può dire sia un raccomandato!

mio-fratello-rincorre-i-dinosauriScherzi a parte: il suo esordio è di certo impegnato. Perché decide di portare sul grande schermo il libro omonimo (edito da Einaudi, 2016) in cui Giacomo Mazzariol (questo è anche il cognome della famiglia protagonista del film) racconta la sua vera esperienza con il fratello minore Giovanni, affetto dalla sindrome di down. E Stefano Cipani lo fa in grande, con due attori importanti come Vittorio Gassmann (da poco visto in Onda su onda) e Isabella Ragonese (entrambi, ve lo dico già, recitano benissimo, tempi perfetti, affiatati come richiede il ruolo di una coppia simbiotica e progressista, che affronta le salite con il sorriso ma senza perdere la serietà).

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La conseguenza

Durante l’estate, al cinema, a causa della penuria di nuove e buone uscite, si possono “recuperare” i film persi nei mesi precedenti, per fortuna.

Così è stato per me con La conseguenza: la storia è ambientata in una Germania (la città è Amburgo) devastata e umiliata dalla sconfitta bellica, tra il 1945 e il 1946. I militari alleati la occupano e sono incaricati di ricostruire ordine e (almeno una apparente) normalità.

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Arrivederci Professore

Johnny Deep ha un ruolo insolito in questo film: lo vedrete nelle vesti drammatiche e a tratti grottesche di un professore universitario di letteratura, cinquantenne, del New England.

Borghesia colta, qualche buon amico, un matrimonio infelice, una figlia ribelle. La moglie lo tradisce freddamente nel suo stesso ambiente di lavoro: una rivelazione che lo lascia praticamente indifferente, forse perché non la ama più, forse perché ha appena scoperto di avere davanti pochi mesi di vita. Il tema è questo: semplice, ma universale. Banale ed insieme drammatico e tagliente: ogni spettatore si è messo al posto del protagonista, in quel colloquio apparentemente asettico con il medico, che lo informava della situazione.

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I Fratelli Sisters

Prendi un regista parigino, con alle spalle film impegnati del livello di Dheepan (qui la mia recensione), mettigli tra le mani un genere che ormai sembra solo per nostalgici; immagina una storia da pistoleri e cercatori d’oro che sembra ambientata nel vecchio west ma che in realtà è tutto girato in Europa (in gran parte in Romania), prendi grandi attori dai volti da arte espressionista, e affida loro personaggi dal cuore duro solo in superficie. Questi gli ingredienti di base de I fratelli Sisters.

Un titolo che è insieme (letteralmente) ossimorico, buffo, evocativo: di un concetto di sorellanza tra due omoni senza pietà, noti per la loro efficacia di killer professionisti, al soldo del Commodoro, il boss del villaggio. Il raffinato cineasta è Jacques Audiard, che per questa opera ha vinto, tra gli altri numerosi premi, il Leone d’ Argento per la migliore regia alla 75esima mostra del cinema di Venezia.

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Lo spietato

Questo film lo potete vedere solo su Netflix, vi avverto. Ma vi dico anche che se siete dei veri cinefili e ne avete la possibilità è uno strumento di cui non potete più non disporre.

Centrale ne Lo spietato è l’interpretazione di Riccardo Scamarcio: una ulteriore conferma della sua maturità di attore di certo poliedrico, ma particolarmente bravo nelle parti tenebrose, a dare il suo volto mediterraneo e da eterno ragazzo a personaggi combattuti, borderline, più folli che cattivi (avevate visto, di recente, Il testimone invisibile? Qui la mia recensione).

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Ma cosa ci dice il cervello

Squadra che vince non si cambia: il regista Milani e la protagonista Cortellesi (una coppia anche nella vita) dopo il successo di pubblico di Come un gatto in tangenziale (qui la mia recensione), il film italiano più visto dello scorso anno, tornano con una nuova commedia divertente e insieme saggia, originale nella trama, attuale nei temi, impreziosita da ottimi attori.

Il racconto parte da uno di quegli incontri spesso un po’ forzati tra ex compagni di liceo: quelle rimpatriate che spesso riservano sonore delusioni, se non più semplicemente momenti malinconici a ricordare il passato e gli anni dell’adolescenza. “I fantastici cinque”, amici inseparabili ai tempi del Liceo Classico Augusto (un istituto romano del quartiere Appio), sono Cortellesi, Fresi, Marchioni, Mascino, Pandolfi.

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