Gli imperfetti conosciuti

Paolo Genovesi: il film prova a farci dare un giudizio su noi stessi, non sulla nostra vita quotidiana ma su ipotetici démoni che abbiamo dentro di noi. Una frase rappresenta il film: c’è qualcosa di terribile dentro di noi, chi non è costretto a scoprirlo è molto fortunato.

#ThePlace da domani nelle sale 

L’ora legale

Ficarra e Picone, è vero, fanno morire dal ridere: ma vi assicuro che questo è il film (per me) più triste e realmente pessimista della stagione. Realmente perché, con ironia ma senza veli e nascondimenti, fotografa “come siamo”. La nostra società, i politici, la politica, i cittadini. 

Pessimista perché non dà speranza di redenzione e ci dice: l’onestà e le regole ci piacciono solo in vetrina. Quando “qualcuno” davvero le applica e ce le applica, apriti cielo. Questa è la storia di un paesetto siciliano, che rappresenta però l’archetipo del Comune italico dominato, da tempo immemorabile, da una politica maneggiona e affarista, se non corrotta e collusa. Avete presente? Lì il sindaco tratta la “cosa pubblica” come “cosa propria”: piazza nei posti giusti gli amici o chi gli assicura ricompense di varia natura; tollera illegalità in cambio di benevolenza e voti; distribuisce favori traendone come corrispettivo potere e denaro, nelle diverse forme in cui il denaro (per questo tipo di esemplare umano) può manifestarsi.

Ad un certo punto si crea, in città, un sentimento di ribellione al rassicurante “sistema” che pareva impossibile da sradicare: in occasione delle elezioni amministrative, a fronteggiare il “vecchio” sindaco, si fa avanti un aspirante primo cittadino che fa del rispetto delle leggi dei regolamenti dell’ambiente della natura il clou del proprio programma politico. La “gente” plaude, applaude, sostiene e, finalmente, vota.

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Atomica bionda

Se il titolo è ispirato ad uno dei pezzi della colonna sonora (Atomic di Blondie), ma anche, evidentemente, all’incredibile potenza della protagonista, la spy story è ambientata nel 1989 a Berlino, pochi giorni prima della caduta del muro. In un contesto di isteria collettiva, quello che precede uno degli eventi più importanti del secolo scorso. 

Isteria che passa dalle folle che protestano e pretendono la libertà di oltrepassare il confine blindato della cortina di ferro alle moltissime spie che infestano la capitale tedesca, a est e ovest. Spie di cui è impossibile capire a chi siano davvero fedeli, a quale servizio segreto rispondano, con chi stiano facendo patti sottobanco per interessi solo personali (la propria vita, la propria libertà, oppure molti soldi).

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Andare al cinema è come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito, il cinema sì. (Martin Scorsese)