Perfetti sconosciuti

Riderete moltissimo, soprattutto nella prima parte di questa “commedia” meritatamente premiata dal pubblico, che da quando è uscita la fa primeggiare al botteghino, anche su Tarantino. Ma le risate, lentamente, con un climax discendente verso il “dramma”, si trasformeranno in uno sguardo serio e riflessivo sulla rappresentazione della vera verità senza sconti con cui il regista racconta le coppie sposate protagoniste della (apparentemente) innocua cena tra vecchi amici.

Avrete già letto di che si tratta: cosa succederebbe se, per qualche ora, si condividessero i contenuti del proprio cellulare, incluse le telefonate, da ascoltare in viva voce (senza ovviamente avvertire l’interlocutore)? Ogni messaggio letto urbi ed orbi. Il nostro cellulare: la scatola nera della nostra vita, così viene definito da Eva (Kasia Smutniak), che propone, imprudentemente, quel gioco dal quale ciascuno uscirà davvero come un “perfetto sconosciuto”.

Continua a leggere Perfetti sconosciuti

Irrational man

Un incondizionato amore per Woody Allen mi porta non solo ad andare a scatola chiusa a vedere ogni suo nuovo film ma anche a storcere il naso quando leggo i commenti negativi dei “veri” critici cinematografici, sui giornali, che dicono (quasi come un refrain, anno dopo anno) che Allen sta diventando una fotocopia di se stesso, ormai privo di originalità. E che la nuova opera nulla aggiunge a quelle mitiche del passato. 

E via di questo passo, che a me (che non sono un critico, ma un quisque de populo) viene da pensare: fallo tu, un film così. Detto questo, vi do qualche suggestione, spingendovi vivamente ad andare al cinema a vedere il film che, lungi dall’essere banale e privo di sostanza, trova vera linfa nella filosofia, veicolata attraverso le originali lezioni del fascinoso professore Abe Lucas (Joaquin Phoenix).

Ci sono due temi portanti, che ritrovate nelle anse della storia: la morale kantiana (l’imperativo di dire sempre la verità, in ogni situazione, anche estrema) e il caso, la casualità con cui gli eventi si inanellano (vi ricordate Match point?). I dialoghi sono intensi, pieni di citazioni anche poetiche. Diverse le battute da ricordare, una costante di Woody, come la preziosità della colonna sonora (Bach, l’iperrazionale, come Kant; il solito selezionato jazz, ovvero l’improvvisazione, richiamo della causalità).

Continua a leggere Irrational man

La pazza gioia

Il tema della follia attrae gli artisti, la letteratura ed il cinema. La nostra mente è misteriosa, ancora più oscura quando (almeno agli occhi dei più) funziona ad intermittenza o smette di farlo. Vi ricordate Follia? Il bellissimo romanzo di Patrick McGrath? Ho pensato anche a questo vedendo il film di Virzí: dai titoli di coda vi rendete conto che nulla è improvvisato, il regista ha consultato psichiatri e psicologi, non ha descritto a caso.

Come in quel libro, dove la pazzia era dettagliata, scandagliata quasi da consentire di capirla. Poi ho pensato a Qualcuno volò sul nido del cuculo. Per le scene all’interno del manicomio. La coabitazione tra simili, ciascuno con la sua mente perduta, nel tentativo di ritrovarla. Oppure di nascondersi al mondo. Ma Villa Biondi non è un manicomio, non è un luogo di reclusione. Invece è un luogo di accoglienza, di cura. Non solo con le medicine, ma con la gentilezza (la stessa di cui vi ho parlato ieri, quella che salva Pericle il nero).

Continua a leggere La pazza gioia

La ragazza nella nebbia

Allora: alcune cose da sapere su questo film. La prima è che bisogna fare di tutto per non perderlo (circa un milione di cinefili ha già evitato il rischio); la seconda, che si tratta di un (non comune) caso di giallo scritto e diretto dallo stesso autore. Donato Carrisi, notissimo per i suoi romanzi, ma esordiente come regista. Poi che tra gli interpreti ci sono due grandi attori: Toni Servillo e Alessio Boni. A tacere di Jean Reno e Greta Scacchi. 

Chi seguirà il mio consiglio (spero di essermi guadagnata un po’ di fiducia da parte vostra) potrà immergersi nella nebbia di luoghi che raramente fanno da scenario al cinema, anche italiano: la Val di Fassa, il lago di Carezza, i paesi ai piedi del Latemar, vicino a Vigo di Fassa. Insomma, ci sono sufficienti elementi per suscitare il vostro interesse.

Continua a leggere La ragazza nella nebbia

Andare al cinema è come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito, il cinema sì. (Martin Scorsese)