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Suburra, il film

In questi giorni sto vedendo su Netflix “Suburra – La serie” (a breve sul blog un mio articolo) il prequel dell’omonimo film del 2015 diretto da Stefano Sollima – tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini – del quale pubblico qui di seguito la mia recensione.

Dicevo: Suburra, il film. Ho letto una cosa scritta da una persona che considero un maestro (del mare e del vento): si augurava che la vita potesse continuare nel rispetto dell’umano. Ecco, in questa storia (legata al reale da date precise, che individuano un periodo, l’autunno del 2011, di decisive cadute e storici abbandoni) c’è la negazione radicale del rispetto dell’umano. Continua a leggere Suburra, il film

Napoli velata

Non è mai semplice scrivere di un film di Ozpetek perché, a rileggersi, la visione che si offre ai lettori risulta immancabilmente riduttiva, parziale, incapace di rendere fino in fondo la poeticità delle situazioni. Ci provo lo stesso, anche se di Napoli velata, uscito solo giovedì scorso, è già stato detto moltissimo, essendo circondato da una grande attesa e anticipato da un trailer molto accattivante.

Partiamo dal titolo e dunque dal luogo. La capitale campana non ha certo bisogno di presentazioni o di sviolinate: si può immaginare quanto possa essere adatta ad un racconto di mistero e passione come quello che vi ha voluto ambientale il regista turco. Vedrete però una città poco conosciuta nelle immagini del film; è tagliata fuori la sua solarità, ‘o cielo e ‘o mare banditi, piuttosto un luogo intestinale e magico, scuro, barocco, insidioso. Velato, a nascondere la verità, come il Cristo di Giuseppe Sanmartino: una delle splendide opere d’arte che a un certo punto vedrete, circondata da personaggi sofferenti al pari dell’opera scultorea, tutt’oggi conservata nella Cappella di Sansevero.

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The place

Prima regola: non andate a vederlo chiedendovi (o chiedendo dopo il film ai vostri compagni di cinema) se vi è piaciuto più o meno di “Perfetti sconosciuti”. Già. Perché l’arte va sottratta all’umiliante esercizio del paragone, che sminuisce sia quello che è stato fatto prima che le evoluzioni successive.

Se siete giustamente, così, predisposti e cioè senza pregiudizi non cascherete nella trappola dei critici “a prescindere” che, sono convinta, si aspettavano la classica commedia italiana con temi attuali sì, ma non troppo complicata; ed invece si sono trovati davanti i migliori attori del cinema nostrano ad interpretare un soggetto non semplice da codificare.

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Gli imperfetti conosciuti

Paolo Genovesi: il film prova a farci dare un giudizio su noi stessi, non sulla nostra vita quotidiana ma su ipotetici démoni che abbiamo dentro di noi. Una frase rappresenta il film: c’è qualcosa di terribile dentro di noi, chi non è costretto a scoprirlo è molto fortunato.

#ThePlace da domani nelle sale