Archivi tag: Alessandro Gassmann

Mio fratello rincorre i dinosauri

Il film è l’opera prima di un giovane regista di Salò (classe 1997) che ha studiato cinema sia in Italia che all’estero, è già stato premiato per alcuni corti, collabora con importanti case produttrici. Insomma, anche se internet ci informa subito che è figlio del sindaco della sua città, non si può dire sia un raccomandato!

mio-fratello-rincorre-i-dinosauriScherzi a parte: il suo esordio è di certo impegnato. Perché decide di portare sul grande schermo il libro omonimo (edito da Einaudi, 2016) in cui Giacomo Mazzariol (questo è anche il cognome della famiglia protagonista del film) racconta la sua vera esperienza con il fratello minore Giovanni, affetto dalla sindrome di down. E Stefano Cipani lo fa in grande, con due attori importanti come Vittorio Gassmann (da poco visto in Onda su onda) e Isabella Ragonese (entrambi, ve lo dico già, recitano benissimo, tempi perfetti, affiatati come richiede il ruolo di una coppia simbiotica e progressista, che affronta le salite con il sorriso ma senza perdere la serietà).

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Onda su onda

Mi piace Rocco Papaleo non solo come attore (in questo caso anche regista) ma anche come musicista e raffinato intenditore di musica. Ricorderete Basilicata coast to coast, che oltre ad essere divertente in modo originale, aveva una bellissima colonna sonora. E Il grande Spirito, il film di Rubini, ancora nelle sale, con una splendida interpretazione dell’attore lucano. Oggi vi propongo di riscoprire Onda su onda, necessariamente in dvd.

Nel film un ottimo Alessandro Gassmann, alle prese con un personaggio non facile, in bilico, non adeguato alla vita ma generoso ed a suo modo geniale. Rocco Papaleo è ancora più disequilibrato di lui; o meglio rappresenta, anche fisicamente, una vita non proprio andata nel verso giusto: è uno sconfitto che ciononostante non ha perso la voglia e il gusto di suonare anche solo ad un pubblico di marinai di eterogenee provenienze ed idiomi (una chicca l’interpretazione di Bella ciao, come anche quella di Onda su onda, di Conte, completamente rivisitata da Papaleo).

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Croce e delizia

Simone Godano è al suo secondo lungometraggio, dopo Moglie e marito, del 2017, in cui si avventurava, con la Smutniak e Favino, su un terreno scivoloso come lo scambio dei sessi (se vi va di rispolverare, leggete qui). Evidentemente è capace di lavorare su trame di puro anticonformismo, perché anche questa storia, incentrata nuovamente su attori bravissimi e navigati, capaci di maneggiare i loro personaggi con naturalezza e talento da vendere, viaggia su canali lontani dagli schemi ordinari.

In particolare: smonta l’idea tradizionale di famiglia e di amore, persino quella delle preferenze sessuali, perché lo spettatore rimane sempre sul filo dell’incertezza: quale “piega”, alla fine, prenderanno i protagonisti? Una delle scene iniziali vi farà subito capire che vi divertirete: la famiglia Petagna (il padre è Gassmann) su una Fiat Multipla stracarica (anche di un bananone gonfiabile assicurato sul tettuccio) in viaggio verso le vacanze, da Nettuno a Gaeta, con il sottofondo musicale di Raffaella è mia di Tiziano Ferro (ve la ricordate? Ascoltatela qui).

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Non ci resta che il crimine

Gli ottimi risultati del box office in soli pochi giorni testimoniano l’affetto del pubblico per questi attori e per un certo tipo di cinema divertente, grottesco e (scusate il termine poetico) un po’ “cazzaro” che ha fatto grande la commedia italiana. C’è una componente nostalgica nella trama (addirittura con richiami a I soliti ignoti) e nei personaggi ed implicite citazioni di vecchi film, quelli con Vittorio e Ugo, anziché Alessandro e Gianmarco. C’è l’omaggio, nel titolo, a “Non ci resta che piangere” (di Benigni e Troisi).

C’è Roma protagonista, come era nei primi anni 80 e come è oggi (nel complesso forse, non ci crederete, agli occhi del regista ed attore Massimiliano Bruno, è addirittura migliorata!). Ci sono quattro personaggi un po’ disperati e per varie ragioni insoddisfatti della propria esistenza, sempre alla ricerca della “svolta” che non arriva mai. Per sbarcare il lunario portano in giro i turisti curiosi degli aspetti noir della capitale, sui luoghi della banda della Magliana.

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La decìna di Decima: i top film del 2017

top-10-filmsQuest’anno ho una certezza: sono andata molto al cinema. E ne sono felice perché è una mia passione e mi rende felice. Ecco la mia personale classifica, i 10 film che mi sono piaciuti di più, tra i 68 che ho visto al cinema nel corso di quest’anno. Che ne pensate?

Miglior film del 2017: L’insulto del regista Ziad Doueiri, un legal movie che racconta la storia del Libano e soprattutto da cosa nascono le guerre e i conflitti perenni.

Sul podio Napoli velata l’ultimo film di Ferzan Ozpetek ancora nelle sale e il coraggioso The Place di Paolo Genovese.

#4 La pazza gioia di Paolo Virzì

#5 Dunkirk di Christopher Nolan

#6 Una questione privata dei fratelli Taviani

#7 Il premio di Alessandro Gasmann

#8 Sicilian ghost story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

#9 Atomica bionda di Damien Chazelle

#10 Lalaland di Damien Chazelle

Il Premio

Ma davvero pensate che si possa mancare un film di Alessandro Gassmann con Gigi Proietti e Rocco Papaleo? Ecco. Per me è assolutamente vietato. Pensate a una telecamera puntata per 100 minuti su attori del genere, sapendo che nel nocciolo di questa storia c’è anche il grande Vittorio.

Già perché Alessandro, con l’aiuto di un vero amico di suo padre (Gigi), in una sovrapposizione possibile solo grazie al carattere ed allo spessore di questi attori, racconta certamente di sé, di Vittorio, della vita di un genio al quale tutto era consentito. Il film ha la narrazione non comune nel cinema italiano di un road movie: racconta di un viaggio in automobile dal centro Italia alla Svezia, per ritirare IL premio. Cioè il Nobel per la letteratura destinato a Giovanni Passamonte (Proietti) per la brillante carriera di scrittore.

Lo accompagnano i due figli (di donne diverse: e non sono gli unici, come gradualmente si scopre) Oreste e Lucrezia (Gassmann e Foglietta), lui uno sportivo non proprio realizzato, lei una blogger ancora meno sicura delle proprie capacità e reali aspirazioni. Continua a leggere Il Premio

Beata ignoranza

Care ragazze, non fate che cercate di vedere questo film solo per vedere Gassmann. Le motivazioni devono essere più articolate e meno adolescenziali, quindi, a seguire, vi dico qualcosa su questa originale commedia italiana in cui, a fianco del blasonato Alessandro, trovate il bravissimo Giallini.

Entrambi reduci da fiction televisive di successo dove interpretavano ruoli simili da sbirri alternativi. Qui sono due prof, Giallini di letteratura italiana, Gassmann di matematica, che adottano metodi di insegnamento e stili di vita antitetici: il primo convintamente analogico, asocial, lontano dalla tecnologia e dalla connessione h24; il secondo costantemente a controllare il proprio indice di gradimento presso i migliaia di followers, con uno smartphone come prolungamento del braccio.

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