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Book club

Mettete insieme attrici e attori solo per il loro nome capaci di attirare il pubblico; che hanno fatto dell’età che avanza un punto di forza anziché una ragione di “perdita di consensi”; delle vere icone di bellezza e progressismo e stile. Fateli girare dietro una cinepresa – semplicemente interpretando se stessi – in luoghi magnifici degli Stati Uniti. Ponete al centro del film un tema scottante e attuale in ogni fase della vita come il sesso. Gli ingredienti ci sono tutti per trascorrere un’ora e mezza abbondante davvero godibile, che vi consiglio innanzitutto per la brillantezza dei dialoghi, perfettamente sostenuti da otto mostri sacri holliwoodiani, per nulla sminuiti da una commedia che affronta il “problema” dell’erotismo quando si superano abbondantemente i primi “anta”.

L’occasione è data da un cenacolo di lettura, messo su dalle protagoniste femminili, per stimolarsi reciprocamente a leggere. Ogni mese ciascuna propone un libro, poi se ne discute: gli argomenti diventano occasione di convivi dove essere astemi è vietato e in cui non esistono tabù. Come accade con gli amici migliori, qualunque questione, anche la più scabrosa, è degna di essere sviscerata e se necessario sdrammatizzata.

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The mule

Il corriere, in italiano. Ma il titolo originale mi piace di più, ha in sé una capacità espressiva maggiore, rispetto a un’attività dove viene richiesto solo di andare e tornare, senza pensare. Portando un carico con sé, che deve necessariamente arrivare a destinazione. Niente domande, niente fermate, niente deviazioni. In questo consiste il lavoro della terza età di Earl Stone, che fino a quasi novant’anni si era dedicato solo a bulbi e fiori e colori e gare di innesto.

È lui il personaggio scelto da Clint Eastwood per il suo film, dove è attore e protagonista a quasi 89 anni di età, un vero record man, non credete? Infatti, sebbene la sua ultima pellicola (Attacco al treno: qui potete rileggere la mia netta stroncatura) mi avesse fatto pentire di avere sprecato i pochi euro del biglietto, ho pensato che non si potesse perdere l’impresa coraggiosa di un grande protagonista del cinema internazionale che si mette in gioco ad un’età in cui molti, se hanno la fortuna di vivere, a stento riescono a fare i nonni. Insomma Clint-Earl: ed è una storia vera, scelta evidentemente anche per una percepita comunanza caratteriale. Sembra quasi che non reciti, per quanto è se stesso, il regista, dietro la cinepresa che dirige.

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