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Ti ricordi quando ci siamo conosciuti?

È l’inizio del film di Genovesi, quando scopriamo che i due protagonisti si amano. A Berlino. Ma devono dirlo ai genitori, in Italia. Da qui in poi il racconto si sviluppa con leggerezza e ironia, arricchito da battute divertenti e con la giusta dose di anticonformismo.

#PuoiBaciareLoSposo

Puoi baciare lo sposo

Una rivisitazione molto attualizzata di Indovina chi viene a cena: il tema è quello, presentare, in un contesto familiare tradizionale (la tavola del pranzo, possibilmente in una festa comandata) il proprio innamorato con insieme la notizia bomba “abbiamo deciso di sposarci”.

A parte questo link con la storia del cinema, il film di Genovesi è originale, ben scritto (la sceneggiatura è a quattro mani del regista e di Giovanni Bognetti), divertente e recitato ad arte (avete visto che attori?), insomma consigliabile in questa domenica elettorale probabilmente piovosa (se non peggio) dove una risata potrà certamente servire. D’altronde, il sindaco di Civita di Bagnoregio, interpretato dal meraviglioso Abatantuono, dice saggiamente ai suoi assessori “l’ironia è sempre servita per risolvere i problemi”, salvo poi scoprire di non averne nemmeno un po’ nell’affrontare le questioni della propria vita e le scelte più intime dell’unico figlio maschio.

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Non c’è campo

Dopo avere portato i teen tre metri sopra il cielo, avere snocciolato le declinazioni di “love” secondo i millennials, con le varie scuse annesse (“ma ti voglio sposare”, “se ti chiamo amore”), avere inaugurato la moda (pericolosa per la stabilità dei ponti) dei lucchetti come simbolo di legami indissolubili, Moccia affronta il tema davvero attuale dell’isteria conseguente all’impossibilita di usare lo smartphone. Ovvero quell’oggetto ormai diventato una sorta di prolunga non solo della mano ma anche del cervello di (quasi) tutti noi. 

Non parliamo dei ragazzi, i nativi digitali, quelli che spesso non si capacitano del perché un libro di carta non si possa sfogliare come il tablet e non ci siano link per andare subito su Wikipedia. Insomma: l’idea è buona e molto pop. Tutto si può dire all’autore e regista tranne che non riesca a cogliere il sentiment del momento, quello che consente di riempire le sale e di (incredibile!) vendere libri come noccioline.

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