Archivi tag: Checco Zalone

Tolo Tolo

Dopo aver letto la recensione di Selvaggia Lucarelli su Tolo Tolo sono certa di non potere fare di meglio, dato che ne condivido ogni passaggio. A partire dalla considerazione che non è vero che questo film non faccia ridere, come è stato detto da molti commentatori. Io mi sono divertita moltissimo, in ogni scena c’è uno spirito comico, una battuta, ironia anche graffiante, assenza di politicamente corretto. Il “problema” del film, nel nostro mondo di facili giudizi e di critici superficiali, è stato il trailer, uscito un po’ di giorni prima e ampiamente ingannevole: anche se, da solo, era sufficiente a dare una sferzata a quei pochi (se ce n’erano) in grado di guardare oltre al proprio naso ed al proprio pregiudizio.

Si preannunciava, secondo alcuni, un film-denuncia dell’invasione che stiamo subendo, ad opera di orde di immigrati, che altro non vogliono fare che campare sulle nostre spalle. La prova era la canzone “immigrato” dove l’italiano si ribella ai “soprusi” che gli infligge il ragazzo nero, non pago degli spiccioli allungati dal finestrino, e addirittura invasore domestico, con tanto di spartizione della moglie. E subito le proteste dei movimenti femministi: un film maschilista e razzista!

Continua a leggere Tolo Tolo

Quo vado?

Non poteva mancare tra le mie seconde visioni: la storia si incentra sulla esaltazione tutta da prima repubblica del “posto fisso”. Alla prima repubblica è dedicato anche l’esilarante pezzo canoro, il singolo della colonna sonora, “con un’unghia incarnita eri un invalido tutta la vita; la prima repubblica non si scorda mai”.

A impreziosire quel periodo storico, ancora così vicino, ci sono i cammei di Lino Banfi, Maurizio Micheli e le canzoni di Al Bano e Romina (ovviamente la parte del leone la fa la Puglia). Quella filosofia di vita così radicata, insieme a tutti gli altri luoghi comuni italici più atavici (dal mammismo sfrenato, al saltare le file, al clacson al semaforo se quello davanti non parte in tempo reale allo scattare del verde) è messa in pericolo dalle “riforme della pubblica amministrazione”, dalla abolizione delle Province: una evenienza attualissima, nelle cui maglie capita Checco che deve rinunciare al suo posto fisso quanto inutile all’ufficio caccia e pesca a cinque metri dalla casa dei genitori dove nonostante i quasi 40 anni lui vive placidamente, tra zabaioni e camice stirate.

Continua a leggere Quo vado?