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Notti magiche

L’ultimo di Virzì (presentato il giorno della sua uscita dallo stesso autore al FLA di Pescara) non è un film semplice, vi avverto. Ed è adatto (solo) a chi del 1990 e dintorni abbia almeno un ricordo cosciente: la storia è infatti ambientata nell’estate dei mondiali di calcio italiani (Notti magiche è la canzone urlata dalla Nannini da tutte le TV dello stivale).

Ha dunque il limite di essere poco comprensibile per i millennials, generazioni successive, non ancora nati in quell’anno, o troppo piccoli per disperarsi quando Aldo Serena sbagliò il rigore contro l’Argentina di Maradona. O per ricordare con nostalgia la voce di Bruno Pizzul e la sua frase, divenuta tristemente famosa, “sono immagini che non avremmo mai voluto commentare”. Insomma, il regista livornese non si rivolge a tutti: ma solo a coloro che possano condividere con la propria personale memoria il tema centrale del film, che è quello del tempo e del ricordo e del passato che non torna (non saprei dire se per fortuna). Continua a leggere Notti magiche

Hotel Gagarin

L’opera prima di Simone Spada (regista torinese quarantacinquenne, con esperienza in film importanti, come Lo chiamavano Jeeg Robot e con attori popolari come Checco Zalone) è coraggiosa e originale,anche grazie alla scelta degli interpreti, bravi, bravissimi, a calarsi in un contesto quasi onirico, rasserenante e poetico.

Un contesto in cui, secondo me, è maestro Battiston, ma nel quale danno ottima prova di sé anche Amendola, Argentero e Bobulova. Tutti personaggi accomunati da esistenze un po’ sfortunate, mediocri, irrealizzate. Amendola è un elettricista, Argentero un fotografo di matrimoni, Battiston un (inascoltato) professore di storia, come ripiego alla sua vera passione: il cinema.

Scrive sceneggiature, immagina storie. Ma non trova chi lo apprezzi, le idee rimangono nei cassetti e con esse la convinzione che diventare un regista sia un sogno irrealizzabile. Bobulova è una elegante signora arrivata a Roma dalla Russia, che se la cava con affari vari, sempre in bilico con l’illegalità.

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Il Cinema è politica

#cinestampa su Il Messaggero di oggi una bella intervista a Isabelle Huppert, protagonista di Happy End, film francese in uscita il 30 novembre. “Una storia fosca, durissima, con momenti di umorismo corrosivo”. In un certo senso un film politico anche se “tutti i film lo sono, il cinema non ha perso il potere di riflettere la società, magari non trova tutte le risposte, ma ha ancora voglia di porre tutte le domande”.