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First man

Il primo uomo. A molti apparirà banale raccontare, al cinema, come l’uomo è arrivato a mettere piede sulla luna, il nostro luminoso satellite, adorato da poeti e innamorati. Certo, lo sarebbe stato farlo in modo celebrativo: un’”americanata” di supereroi in capsule perfette lanciate nel cosmo alla conquista di nuovi orizzonti non l’avrei tollerata; e quindi non sarei qui a parlarvene.

Invece Damien Chazelle (non uno qualsiasi: l’autore e regista dell’Oscar La La Land, da rileggere qui https://cinedecimamusa.blog/2017/10/31/la-la-land/) costruisce una storia drammatica, avvincente, intima. Anche grazie alla bravura ed all’intensità del protagonista, Ryan Gosling (già interprete principale proprio di La La Land) qui nelle vesti di Neal Armstrong. Continua a leggere First man

La decìna di Decima: i top film del 2017

top-10-filmsQuest’anno ho una certezza: sono andata molto al cinema. E ne sono felice perché è una mia passione e mi rende felice. Ecco la mia personale classifica, i 10 film che mi sono piaciuti di più, tra i 68 che ho visto al cinema nel corso di quest’anno. Che ne pensate?

Miglior film del 2017: L’insulto del regista Ziad Doueiri, un legal movie che racconta la storia del Libano e soprattutto da cosa nascono le guerre e i conflitti perenni.

Sul podio Napoli velata l’ultimo film di Ferzan Ozpetek ancora nelle sale e il coraggioso The Place di Paolo Genovese.

#4 La pazza gioia di Paolo Virzì

#5 Dunkirk di Christopher Nolan

#6 Una questione privata dei fratelli Taviani

#7 Il premio di Alessandro Gasmann

#8 Sicilian ghost story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

#9 Atomica bionda di Damien Chazelle

#10 Lalaland di Damien Chazelle

La la land

Io ve ne parlo, anche se molti di voi, lo avrete già visto: se così fosse, fatemi sapere se condividete il mio punto di vista che è quello davvero stupefatto di chi esce dal cinema, come raramente avviene, quasi imbambolato dalla bellezza non ordinaria dispensata dalla pellicola.

Già, perché questo, secondo me, non è un film “normale”: per oltre due ore ti porta via dall’ordinarietà, nonostante la semplicità della storia e dei temi che affronta. Di straordinario ci sono gli attori protagonisti, la musica, il jazz, le coreografie, l’intreccio tra realtà e sogno, tra racconto e canto. Ci sono momenti in cui sembra un cartone disneyano, a tratti ricorda i vecchi film con i maestri di tip tap: celebra l’America in cui c’è posto per tutti e dove ogni aspirazione, anche la più ardita, può trovare realizzazione. L’America del grande cinema e della forza liberatoria e rivoluzionaria del jazz. “Largo ai ribelli, a chi sa smuovere l’acqua dal mare”: questa è l’energia che anima i due protagonisti.

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