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Dumbo

Ho giudicato geniale, ed irresistibile, l’idea di un personaggio tenero e commovente come Dumbo nella mani di un regista dark (Tim Burton), capace di tingere di un po’ di nero qualsiasi storia e di raccontare di personaggi misteriosi e soprannaturali anche ai più piccoli.

Condendo i racconti di concetti “da grandi”, tanto che i suoi film di animazione sono certamente da considerarsi per adulti (ricordo tra i tanti: Frankenweenie, del 2012, un cartone in bianco e nero, in cui tra horror e mistero è trattato in modo davvero profondo il tema della perdita e della morte). L’originale elefantino volante è la quarta creazione Disney, del 1941, uscita in Italia nel 1948; rese famoso in tutto il mondo il nome dell’oramai immortale Walt, per l’enorme successo di pubblico, anche grazie a trovate tecniche assolutamente innovative per l’epoca (tutti ricorderete la scena degli elefanti rosa, che è stato difficile ricreare con altrettanto impatto visivo, anche da parte di un maestro come Burton).

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La forma dell’acqua

Il premio Oscar 2018 come migliore pellicola è meritatissimo, e se non fosse che l’interpretazione dell’eroina tragica di Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Frances Mc Dormand) era davvero straordinaria nella sua drammaticità, avrei attribuito a Sally Hawkins la statuetta come migliore attrice protagonista.

Il suo è infatti un ruolo difficilissimo da interpretare: è una giovane donna muta, la sua voce non si sente mai nel film, salvo una scena immaginifica dove il suo distacco dalla realtà (non bella) che la circonda comincia a farsi più evidente. Deve quindi “compensare” con l’espressività del viso e del corpo l’assenza di suono, e questo la rende una creatura diversa e dotata di una sensibilità superiore.

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Wonder

Chi ha il cuore tenero deve dotarsi di fazzolettini, prima di entrare al cinema. Mi raccomando. Perché, per esempio, io mi sono commossa diverse volte durante il film, mi ha toccato le corde giuste, pur non essendo sdolcinato e nemmeno buonista.

Racconta una storia semplice e un po’ di tutti, nonostante le apparenze. Quella di un bambino “diverso” (con una faccia diversa, rispetto a quella degli altri) che inizia a frequentare la scuola media: fino a quel momento aveva evitato i suoi coetanei, studiando a casa con una maestra di eccezione (la sua mamma, interpretata da Julia Roberts). Era ancora troppo presto per affrontare il mondo, senza essere un bambino “normale”.

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