Archivi tag: Edoardo Pesce

Tommaso

E’ da poco disponibile su Netflix, se vi è sfuggito vi consiglio di recuperarlo in streaming. La ragione del titolo? Si tratta di un sequel, rispetto al primo film da regista di Kim Rossi Stuart, “Anche libero va bene”. Dove il bambino protagonista si chiamava appunto Tommaso. Questa volta il regista (e cosceneggiatore) Kim parla di un quarantenne, ci descrive come è diventato quel bambino. Sempre Tommaso.

tommaso Kim Rossi StuartNon è semplice in pochi aggettivi concentrare il personaggio (pure interpretato dal regista) intorno al quale ruotano tutti gli altri (o meglio le altre), come in una girandola ripetitiva ed insensata. Nevrotico, insoddisfatto, indeciso, irresponsabile, isterico, pavido, immaturo.

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Dogman

Un film crudo e allucinato, ma insieme delicato e sentimentale, molto liberamente ispirato (solo come spunto) ad un fatto di cronaca e ad un personaggio di trent’anni fa, il “canaro” della Magliana: Pietro De Negri, titolare di un negozio di tolettatura per cani, responsabile di un omicidio crudele ai danni di un ex pugile.

Gli ingredienti di base ci sono, identici: Marcello (interpretato dall’incredibile Marcello Fonte, palma d’oro a Cannes 2018 come migliore attore) si dedica alla pulizia quotidiana dei migliori amici dell’uomo, in uno scalcinato negozio con l’insegna “Dogman”, nella periferia romana: un coacervo di case scrostate, di spazzatura, sale giochi, Compro oro, a pochi metri dalla spiaggia e da un Tirreno sempre grigio e per niente consolatorio.

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Cuori puri

Questo film, opera prima del regista ed esordio o quasi per i due giovanissimi protagonisti, si pone nel filone del cinema italiano neorealista, molto legato a Roma, che mi sono resa conto essere ormai diventato un genere, nonostante lo snobbismo sottovalutante della critica e persino dei siti web di cinema.

Un filone che propone con diversi livelli di approfondimento, ironia o durezza, temi legati all’esistenza difficile di chi stenta a fare quadrare i conti con il quotidiano, tra la mancanza di lavoro, i disagi familiari, l’illusione o l’esaltazione o il dolore legati all’amore. Anche questo è un film di periferia, ambientato a Tor Sapienza, in luoghi di confine con i campi ROM. Ad arricchire la storia di Agnese (18 anni) e Stefano (25) c’è il rapporto con la religione, con i limiti, con i consigli della mamma (una Barbara Bobulova quasi irriconoscibile ma perfetta in un insolito ruolo di cattolica fanatica e genitrice ottusamente inflessibile).

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