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La decìna di Decima: i top film del 2017

top-10-filmsQuest’anno ho una certezza: sono andata molto al cinema. E ne sono felice perché è una mia passione e mi rende felice. Ecco la mia personale classifica, i 10 film che mi sono piaciuti di più, tra i 68 che ho visto al cinema nel corso di quest’anno. Che ne pensate?

Miglior film del 2017: L’insulto del regista Ziad Doueiri, un legal movie che racconta la storia del Libano e soprattutto da cosa nascono le guerre e i conflitti perenni.

Sul podio Napoli velata l’ultimo film di Ferzan Ozpetek ancora nelle sale e il coraggioso The Place di Paolo Genovese.

#4 La pazza gioia di Paolo Virzì

#5 Dunkirk di Christopher Nolan

#6 Una questione privata dei fratelli Taviani

#7 Il premio di Alessandro Gasmann

#8 Sicilian ghost story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

#9 Atomica bionda di Damien Chazelle

#10 Lalaland di Damien Chazelle

Sicilian Ghost Story

Questo film, dai registi di Salvo, 2013 (se non lo avete visto, ve lo consiglio, anche per la colonna sonora: c’era una bella canzone, Arriverà, di Emma e dei Modà; riascoltatela qui) è anch’esso, come l’opera prima, stato presentato a Cannes fuori concorso. Come apertura della settimana della critica, a testimoniare che si tratta di un’opera di qualità.

Il teatro è sempre la Sicilia, come intuite dal titolo. E sempre la mafia la fa da padrona. Qui però non c’è nulla di già raccontato o già visto, sebbene sia davvero arduo dare un taglio originale su questo tema e con questo “sfondo”, con questi accenti ormai così noti e diffusi, anche nella letteratura più popolare.

Siamo negli anni 90, i protagonisti alcuni adolescenti; la provincia è quella di Messina, un paesino dei monti Nebrodi (c’è la nebbia, boschi incantati, dalle cime si vede il mare). Vale la pena di vederlo (e la pena è la consapevolezza che il racconto è solo un po’ romanzato rispetto alla cruda realtà) per una ragione semplice: ci ricorda di Giuseppe Di Matteo. È dedicato a lui, al quindicenne crudelmente ucciso da Cosa Nostra proprio in quel periodo come forma di ritorsione nei confronti del padre, un affiliato che dopo l’incarcerazione aveva deciso di collaborare con la giustizia. Giuseppe fu tenuto sequestrato più di due anni, poi strangolato e disciolto nell’acido. Credo che nessun italiano adulto abbia dimenticato quell’evento spaventoso. Ma nessun film prima d’ora aveva avuto il coraggio di rappresentare questa apoteosi di crudeltà. Non era semplice farlo, si rischiava di ripetere la cronaca romanzandola banalmente. Qui invece quel fatto così brutale diventa il tema di una favola noir, adatta persino a dei bambini, molto maturi però ed anche abituati alla cattiveria dei Fratelli Grimm.

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