Archivi tag: famiglia

I villeggianti

Al contrario del solito, non ho le idee chiarissime dopo avere visto l’ultima creazione cinematografica di Valeria Bruni Tedeschi, dove c’è davvero molto di lei, come artista e come persona: ne è regista, cosceneggiatrice e attrice protagonista insieme ad un’altra brava Valeria, la Golino, che nel racconto interpreta sua sorella. Tanto che, uscita dalla sala, come sempre all’ultimo titolo di coda, ho “studiato” un po’, per capire la genesi del film, per scoprire se si trattasse di finzione o di realtà.

Ebbene, la risposta non è univoca: perché la storia è in gran parte ispirata a quella familiare della sua autrice, ma poi si libera in “aggiunte” fantasiose e divagazioni un po’ oniriche, che rendono il tutto non proprio semplice da codificare. Per questo credo sia utile leggere (prima o dopo, come ho fatto io) questa intervista alla regista, uscita sul Corriere, e particolarmente interessante per mettere insieme i pezzi di una narrazione a tratti non molto “comunicativa” con lo spettatore.

Continua a leggere I villeggianti

Croce e delizia

Simone Godano è al suo secondo lungometraggio, dopo Moglie e marito, del 2017, in cui si avventurava, con la Smutniak e Favino, su un terreno scivoloso come lo scambio dei sessi (se vi va di rispolverare, leggete qui). Evidentemente è capace di lavorare su trame di puro anticonformismo, perché anche questa storia, incentrata nuovamente su attori bravissimi e navigati, capaci di maneggiare i loro personaggi con naturalezza e talento da vendere, viaggia su canali lontani dagli schemi ordinari.

In particolare: smonta l’idea tradizionale di famiglia e di amore, persino quella delle preferenze sessuali, perché lo spettatore rimane sempre sul filo dell’incertezza: quale “piega”, alla fine, prenderanno i protagonisti? Una delle scene iniziali vi farà subito capire che vi divertirete: la famiglia Petagna (il padre è Gassmann) su una Fiat Multipla stracarica (anche di un bananone gonfiabile assicurato sul tettuccio) in viaggio verso le vacanze, da Nettuno a Gaeta, con il sottofondo musicale di Raffaella è mia di Tiziano Ferro (ve la ricordate? Ascoltatela qui).

Continua a leggere Croce e delizia

Tutti lo sanno

Il regista Farhadi (quello de Il cliente e di Una separazione) narra una storia noir tra le – apparentemente – rassicuranti mura familiari di una splendida casa di campagna nella regione di Madrid. Dai titoli di coda ho appreso che si tratta di Torrelaguna, a pochi chilometri dalla capitale.

Campi e vigneti, un contesto antico e caldo, dove la protagonista, Laura (interpretata da Penelope Cruz) ritorna, con i due figli, per il matrimonio di una delle due sorelle rimaste in Spagna, nel paese di origine: vive con il marito a Buenos Aires e sembra avere fatto tanta strada, essere una donna realizzata e sicura. Lentamente, attraverso un racconto all’apparenza fatuo e basato su inezie, tutte finalizzate al festeggiamento, si comprendono i legami tra i personaggi della famiglia, le tensioni, le intolleranze tenute sopite. Continua a leggere Tutti lo sanno

Un nemico che ti vuole bene

Immaginate che un estraneo in cui incappate in circostanze difficili, del quale non conoscete nulla, vi chieda chi sono i vostri nemici, offrendosi di eliminarli, di alleviare la vostra vita così, in un colpo (di pistola). È più o meno questa l’idea che ispira la storia raccontata da Denis Rabaglia, che la rende una buona prova di cinema psicologico, un film di riflessione.

Fa pensare, vedendolo, cosa avrei risposto io? Chi sono le persone da cui sono circondato? Quelle che appaiono, oppure dei traditori, bugiardi, interessati magari ai nostri beni e non al nostro bene? La domanda viene posta, nella finzione, ad un professore di astrofisica dell’Università di Bari, interpretato da Diego Abatantuono; e chi gliela pone è un ragazzo che, in una notte di burrasca, Enzo (il protagonista) rischia di investire con l’auto, trovandolo ferito ed insanguinato da un colpo di arma da fuoco.

Continua a leggere Un nemico che ti vuole bene

Un affare di famiglia

Questo film merita di essere visto: banalmente perché è stato giudicato il migliore all’ultima edizione del Festival di Cannes; secondo me, perché è veramente prezioso per riflettere sul cosa sia davvero la “famiglia”, una parola così inflazionata e strumentalizzata da risultarmi ultimamente addirittura antipatica.

La visione di questi 121 minuti di Giappone inedito l’ha riabilitata ai miei occhi, insofferenti al conformismo e soprattutto ai politicanti che approfittano della credulità popolare per propinare un verbo (insopportabilmente moralistico) basato sul nucleo tradizionale padre madre figli bla bla bla (e poi giù tradimenti e litigi e odi e maltrattamenti). Scusate lo sfogo.

Continua a leggere Un affare di famiglia

Oltre la notte

Diane Kruger per l’interpretazione di Katja in questo film è stata premiata a Cannes nel 2017 come migliore attrice. Un riconoscimento strameritato, anche considerando quanto fosse difficile il ruolo della protagonista assoluta della storia, sulla quale è incentrata quasi esclusivamente l’attenzione del regista Fatih Akin. Lo stesso de La sposa turca, ricordate?

Questa volta, con l’andamento di un thriller (anche legal), ci racconta qualcosa che sembra realtà, perché di terrorismo e attentati è intriso il nostro oggi. Ed in più perché l’episodio drammatico narrato dal regista tedesco di origine turca è “liberamente ispirato” a fatti reali avvenuti in Germania tra il 2000 e il 2007. In quegli anni si verificarono diverse uccisioni a danno di stranieri ed immigrati. Si scoprì poi che i responsabili aderivano ad un gruppo neonazista (l’NSU – Nationalsozialisticher Untergrund) che non fu semplice “inchiodare” con una condanna processuale.

Continua a leggere Oltre la notte

Una festa esagerata

Confesso: mi piacciono le trasposizioni cinematografiche di commedie teatrali. Quando sono fatte bene, con attenzione, come in questo caso. Il risultato è un film godibile, ben recitato, divertente, che riporta sul grande schermo lo spirito della piece teatrale che Vincenzo Salemme ha recitato sui palcoscenici di tutta Italia. Forse, con “L’amico del cuore”, il miglior film dell’attore-regista napoletano.

48068Il cast è scelto con cura, i ruoli sono calibrati, su misura. Così non mancano dialoghi molto divertenti, che omaggiano la grande tradizione teatrale napoletana. A partire da quelli con il poco perspicace Secondino (interpretato da Massimiliano Gallo), il vice Portiere (ma con ambizioni) dello stabile dove vive Gennaro Parascandalo (Salemme) il geometra e piccolo imprenditore edile napoletano protagonista della vicenda.

Continua a leggere Una festa esagerata