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La linea verticale

Nella settimana in cui Camilleri e De Crescenzo ci hanno lasciato al nostro destino, per fortuna – per chi vuole – con l’eredità delle loro parole e di filosofie di vita alternative all’odio, al livore e all’indifferenza, voglio dedicare qualche riga a Mattia Torre. Anche lui in questi giorni se n’è andato, un altro bravissimo autore, scrittore e sceneggiatore. Era nel pieno della sua vita e della sua attività creativa; non poteva, come Camilleri e De Crescenzo, annoverare tra i suoi ricordi due guerre mondiali, la liberazione, la prima costituzione repubblicana, quasi tutta la storia del 900, oltre a questo ventennio degli anni zero. Era del ‘72. Troppo giovane per morire.

Un peccato non potere più leggere, ascoltare e vedere le sue creazioni letterarie e cinematografiche, vere chicche di riflessione post moderna, occasioni imperdibili per scandagliare dentro noi stessi e il nostro tempo. Se non lo conoscete, per farvi un’idea, guardate questi cinque minuti de “I figli ti invecchiano”, un monologo di Valerio Mastandrea. Si tratta di un pezzo di una sua opera antologica, In mezzo al mare (Mondadori), che potete leggere ed anche ascoltare in uno splendido audiolibro, narrata da Valerio Aprea, Geppi Cucciari e sempre Valerio Mastandrea. Che è pure protagonista del film per la televisione, di cui vi parlo (evidentemente e drammaticamente autobiografico) che la Rai ha trasmesso in otto puntate lo scorso anno. Continua a leggere La linea verticale

Cuori puri

Questo film, opera prima del regista ed esordio o quasi per i due giovanissimi protagonisti, si pone nel filone del cinema italiano neorealista, molto legato a Roma, che mi sono resa conto essere ormai diventato un genere, nonostante lo snobbismo sottovalutante della critica e persino dei siti web di cinema.

Un filone che propone con diversi livelli di approfondimento, ironia o durezza, temi legati all’esistenza difficile di chi stenta a fare quadrare i conti con il quotidiano, tra la mancanza di lavoro, i disagi familiari, l’illusione o l’esaltazione o il dolore legati all’amore. Anche questo è un film di periferia, ambientato a Tor Sapienza, in luoghi di confine con i campi ROM. Ad arricchire la storia di Agnese (18 anni) e Stefano (25) c’è il rapporto con la religione, con i limiti, con i consigli della mamma (una Barbara Bobulova quasi irriconoscibile ma perfetta in un insolito ruolo di cattolica fanatica e genitrice ottusamente inflessibile).

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