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Figli

Il tema è così banale da essere scottante. È così delicato da essere tabù. Perché nessuno ha il coraggio di dire le cose come stanno (veramente) quando si parla di figli: facile trovare chi esalta la maternità/paternità; chi dice che danno un senso alla vita; chi sostiene che sono la chiave di ogni felicità.
Facile che chi ha deciso di non averne (soprattutto se donna) evita di argomentare la propria scelta in pubblico, se non a persone fidate, per evitare di essere visto come un novello Erode o come una femmina contro natura.

figli-1068x584Ecco perché questo film, se ce ne fosse bisogno, per chi non lo conosce già, è la dimostrazione della genialità di Mattia Torre, l’autore del testo da cui sono tratti il soggetto e la sceneggiatura; ed è la riprova di quanto abbiamo perso dalla sua morte prematura, argomento (insieme alla malattia ed a come irrompa nelle nostre vite, stravolgendole) della bellissima e struggente mini serie televisiva La linea verticale (di cui vi avevo parlato qui).
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Cetto c’è senzadubbiamente

Se qualcuno avesse ancora bisogno (coi tempi che corrono) di avere una rappresentazione iconografica del politico populista, vada al cinema a vedere che fine ha fatto Cetto, dopo essere emigrato in Germania ad esportare le sue “idee” e il suo stile di vita. Questo film è il terzo di una trilogia sul geniale personaggio creato da Antonio Albanese, dopo Qualunquemente, del 2011, e Tutto tutto, niente niente, del 2012. Vi avverto: il primo è il vero capolavoro comico; il secondo, come ricorderete, non ha avuto lo stesso successo. Cetto c’è è consigliato (solo) ai super appassionati, perché non aggiunge molto a quanto avrete già apprezzato di lui.

cetto-ce-senzadubbiamenteSemplicemente continua sulla scia degli avverbi spericolati e approfondisce con ulteriori amenità una figura che ormai è (purtroppo) entrata nel nostro DNA di cittadini elettori: quella del politico che fa delle promesse (non mantenute) il suo strumento di caccia, che scientemente prende in giro, e con un certo gusto, chi ha l’ingenuità o forse la stupidità di ascoltarlo. La cosa migliore del film è in alcune “tirate” di Cetto su come prendersi gioco del popolo, dandogli a bere di quanto sia necessario tornare alla monarchia e abbandonare l’ormai vetusta, abusata ed inutile democrazia.

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Tito e gli alieni

Sono una fervida ammiratrice di Valerio Mastandrea, per questo non ho voluto perdere l’opera seconda di Paola Randi (dopo Into Paradiso, una commedia tutta napoletana, che ha in comune con Tito e gli alieni un ottimo attore partenopeo: Gianfelice Imparato, qui nella parte del fratello morto, che parla con delle registrazioni video postume). Il film è un’invenzione originale e a tratti surreale, con trovate incredibili e divertenti, per parlare di un tema assolutamente terreno e appartenente a tutti: quello del dolore della perdita delle persone amate, della morte, degli interrogativi ad essa legati.

Del “cosa c’è dopo”, e se guardando in cielo possiamo avere la speranza di scorgere una luce o una voce che ci riporti ai nostri affetti. Il protagonista è un professore napoletano che vive in pieno deserto del Nevada per eseguire un esperimento scientifico misterioso, legato ai suoni dello spazio, alla ricerca di un collegamento con l’aldilà.

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A casa tutti bene

Eravamo tutti pronti ad una importante prova di cinema (italiano) guardando il trailer del nuovo film di Muccino, uscito non a caso nel giorno degli innamorati. Perché c’erano, non tutti, ma moltissimi attori importanti, di quelli che fanno la differenza e che attirano il pubblico con il loro solo nome.

Attori che oramai sembra quasi di conoscere confidenzialmente, a chi frequenta le sale ed i teatri (dove spesso per fortuna si incontrano). Attori che sono amici tra loro (e si vede!) e per i quali recitare è solo un modo per essere se stessi, per di più insieme. Questo il primo ed essenziale ingrediente del film: una comunità coesa di persone, di diverse generazioni (anche se, per la maggior parte, nei ruoli fondamentali, degli anni 60 e 70), chiamate a rappresentare, sotto la lente di ingrandimento del regista, il sentimento più nominato del mondo, l’amore, e il “contratto” più discusso è inevitabile del mondo, il matrimonio.

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