Archivi tag: Giovanni Calcagno

Il Traditore

Finalmente il cinema italiano affronta con la forza della verità e insieme della rappresentazione artistica di qualità i temi della nostra storia contemporanea: attraverso la vita di un personaggio per molti aspetti decisivo come Tommaso Buscetta.

Non era certo facile questa impresa, ma Bellocchio non è uno qualunque; come l’attore protagonista, che ha scelto per interpretare il boss di Cosa Nostra, che grazie alle sue rivelazioni ha consentito non solo di ricostruire la struttura piramidale della mafia siciliana ma anche di arrivare a condannare i suoi vertici e a catturare pericolosi latitanti. Favino (Moschettieri del re, l’ultimo film che lo ha visto protagonista recensito qui) è semplicemente straordinario, ed è per me inspiegabile (come ben più autorevolmente scritto da Mereghetti) che il film non abbia ricevuto nessun riconoscimento all’ultimo festival di Cannes, nonostante i minuti consecutivi di applausi e l’unanime apprezzamento della critica.

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La Befana vien di notte

C’è chi passa la vita a distruggere i sogni dei più piccoli e chi invece pensa che si debbano tutelare come un bene prezioso, anche attraverso il cinema. Questa volta, invece del trito e ritrito Babbo Natale, è la Befana ad essere considerata una specie in via di estinzione: degna quindi di un intero film che racconta di lei, di quanti anni abbia (più di cinquecento!), da dove sia venuta, cosa faccia tutto l’anno, tra una calza e l’altra. A prestare la sua (bella) faccia alla vecchina volante è la poliedrica Paola Cortellesi, che, dopo avere incassato, con Come un gatto in tangenziale (qui la mia recensione) il Biglietto d’oro, premio per i migliori incassi nel 2018 tra gli italiani, si diletta in un ruolo davvero originale, al quale regala la sua dirompente personalità attoriale.

Anche il regista non è uno qualsiasi: la carriera di Michele Soavi è infatti articolata e per molti versi trasgressiva, annoverando horror, grottesco, fantasy, polizieschi (anche, per la televisione, la nota serie Rocco Schiavone). Il racconto però è disegnato per i ragazzini, della stessa età dei protagonisti, cioè preadolescenti. Per questo mi ha ricordato I Goonies, un film di avventura che mi aveva appassionato molto, anche per il ritmo serrato e per gli enormi rischi che i minorenni decidono, per puro coraggio, di assumersi.

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