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7 uomini a mollo

Francia, periferia urbana. Qui si svolgono le esistenze un po’ sdrucite dei protagonisti, uomini non belli, non di successo, non ricchi. Sconfitti e marginali, alle prese con le miserie di un quotidiano dove non riescono a trovare la felicità e la soddisfazione di sé a cui ognuno avrebbe diritto. Il protagonista, Bertrand, assomma una serie di negatività che lo rendono ultimo tra gli ultimi: ha quarant’anni e soffre di una grave depressione; per questo ha perso il lavoro ed insieme la stima ed il rispetto dei suoi figli.

Gli rimane una pietà affettuosa elargita dalla moglie, che però, evidentemente, non crede più in lui e nelle sue possibilità di riscatto. Il punto di incrocio di queste grigie esistenze è la piscina del paese, dove i sette si iscrivono ad un neoistituito corso di nuoto sincronizzato maschile. Nessuno di loro è in forma fisica, né dotato di grazia e muscolatura adatte a uno sport così difficile; eppure decidono di provarci, ciascuno con una propria motivazione di ricerca di riscatto, di una sfida da tentare di vincere.

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Suburra, il film

In questi giorni sto vedendo su Netflix “Suburra – La serie” (a breve sul blog un mio articolo) il prequel dell’omonimo film del 2015 diretto da Stefano Sollima – tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini – del quale pubblico qui di seguito la mia recensione.

Dicevo: Suburra, il film. Ho letto una cosa scritta da una persona che considero un maestro (del mare e del vento): si augurava che la vita potesse continuare nel rispetto dell’umano. Ecco, in questa storia (legata al reale da date precise, che individuano un periodo, l’autunno del 2011, di decisive cadute e storici abbandoni) c’è la negazione radicale del rispetto dell’umano. Continua a leggere Suburra, il film