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Ben is back

Il tema della tossicodipendenza dei giovanissimi non è così diffuso nonostante sia invece dilagante questa maledetta piaga, sottovalutata e sfruttata dalle organizzazioni criminali.

Questo film, che vede Julia Roberts assoluta protagonista (perché il racconto è quello del dramma di una madre disperata quanto determinata) ripropone un ottimo Lucas Hedges (l’appena ventitreenne, figlio del regista), dopo il successo di Manchester by the sea (dal 14 gennaio su Netflix! Se vi va rileggete qui la mia recensione).

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Tonya

La storia della famosa pattinatrice Tonya Harding va oltre il racconto fedele di una vicenda umana straordinaria quanto drammatica e per vari aspetti squallida; Craig Gillespie dirige un biopic ad alta tensione e vivace anche negli espedienti registici che fanno passare gli attori da personaggi del film a veri protagonisti della storia, intervistati da un invisibile cronista fuori campo.

Guardando i titoli di coda (dove i volti vengono confrontati) vi renderete conto di quanto siano stati bravi i truccatori a rendere una somiglianza quasi perfetta in particolare di Tonya e sua madre. Una menzione speciale merita Allison Hanney che ha vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista per essersi trasformata (diventando irriconoscibile) nella durissima e crudele genitrice.

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Lady bird

Ce ne sono moltissimi di film sull’adolescenza, sugli amori giovanili, sui conflitti generazionali, ma pochi hanno l’originalità e la poesia di Lady bird. Ho letto molti commenti di spettatori italiani che hanno criticato la lontananza (rispetto al nostro mondo italico) delle vite ambientate a Sacramento di cui parla Greta Gerwig. E dunque l’impossibilità di riconoscersi in quei personaggi. Io non l’ho vista così, anzi ho pensato il contrario: ho pensato che Sacramento poteva essere qualunque provincia dello stivale, qualunque piccola città tradizionale e conformista e chiusa della vecchia Europa.

Infatti la giovanissima protagonista, al bivio tra l’adolescenza e quello che viene dopo, da quell’angolo di America vuole scappare via, sogna di andare a studiare in un college a est, immagina la sua esistenza da tutt’altra parte e forse anche per questo si è autorattribuita il soprannome di Lady bird. Non accetta di essere chiamata con il suo di nome (Christine, che pure non è male, ma forse troppo “tradizionale” per lei e per le sue aspirazioni di evasione), arriva addirittura a cancellarlo, insieme al suo cognome, sulle bacheche della scuola.

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L’arminuta

Credo che la maggior parte di voi abbia già letto questo libro o sia intenzionato a farlo. Considerate, è notizia molto recente, che ne verrà tratto un film. È talmente bello che, arrivata all’ultima pagina, mi è rimasta la voglia di ripensarci e di condividere con voi il sentimento positivo che mi ha lasciato il racconto.

Basta il titolo ad attirare l’attenzione, forse ancora di più quella di chi non ne conosce il significato. È evocativo di qualche cosa di arcaico, come lo stile di scrittura di Donatella Di Pietrantonio, unico nella sua semplicità, che mi ha fatto venire in mente la poesia di Giuseppe Ungaretti. Poi, chi non è abruzzese, scopre che vuole dire ritornata.

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