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Cattive acque

In tempi di pandemia, è particolarmente utile vedere questo film coraggioso e vero, che parla di un’emergenza sanitaria gravissima, ma di quelle che, per ragioni di immaturità culturale del nostro mondo, non allarmano come un virus.

Mark Ruffalo stars as "Robert Bilott" in director Todd Haynes' DARK WATERS. Credit : Mary CybulskiLe motivazioni sono molteplici: la prima è che il pericolo di cui ci parla il regista Todd Haynes (lo stesso del favoloso Carol, del 2015), derivante da una contaminazione chimica messa in atto da una multinazionale a tutti nota (la DuPont), è invisibile agli occhi e agisce in modo latente e letale nel tempo; attraverso le acque, delle falde, dei fiumi: quelle destinate a uomini ed animali, all’alimentazione e ai più svariati uso domestici.
La seconda è perché, troppo spesso e davanti ai nostri occhi, le ragioni della produzione e dell’economia sono più forti di quelle della salute e dell’ambiente.
Poi c’è un ulteriore motivo: di solito nessuno crede a chi, non avendo potere e denaro, denuncia un abuso a carico di soggetti dotati di potere e denaro. Continua a leggere Cattive acque

Il caso Spotlight

In noleggio su YouTube la pellicola che ha vinto l’Oscar 2016 per il miglior film. Se non lo avete visto, approfittatene, sono 3.99 euro ben spesi. Non perché sia un capolavoro del cinema, sebbene sotto il profilo tecnico non può che essere considerato un film perfetto: dall’interpretazione degli attori alla fotografia all’ambientazione ai dialoghi al ritmo;  bensì perché anche negli anni 2000, non è banale vedere premiata un’opera (vera, perché di realtà vissuta e subìta parla) che affronta “di petto”, con lo spirito del cronista, un tema come la pedofilia nella chiesa cattolica.

88039381_still-01spSi tratta di fatti realmente accaduti, nel 2001 ed a seguire, proprio nell’anno delle torri gemelle, quando attaccare con un’inchiesta giornalistica quell’istituzione poteva essere una scelta impossibile da sostenere. Invece è accaduto, come è accaduto che a questo film è stato dato l’Oscar. E perché le cose accadano (in direzione ostinata e contraria) ci vuole un outsider: in questo caso un nuovo direttore del Boston Globe scapolo, di religione ebraica e che odia il baseball. Continua a leggere Il caso Spotlight